CorrCan Media Group

Danforth ferita, tante lacrime e preghiere

Danforth ferita, tante lacrime e preghiere

TORONTO – Dopo l’incredulità e lo shock è arrivato il momento del dolore e della riflessione. Due le ragazze morte – Reese Fallon di 18 anni e una di 10 il cui nome non verrà reso pubblico per rispettare la decisione della sua famiglia – 13 i feriti e un killer, Faisal Hussain di 29 anni, morto anche lui. È questo il bilancio a due giorni dalla sparatoria che si è consumata su Danforth Avenue, tra la gente a passeggio e le persone nei ristoranti.
L’investigazione sul motivo alla base del massacro continua. Lunedì sera la comunità si è riunita per ricordare la strage alla quale non è possibile dare un senso. In una chiesa locale, a pochi passi dal luogo dove Hussain ha seminato il terrore, la gente ha pregato ed ha pianto. «Ho avvertito l’importanza di essere presente e di non cedere alla paura – ha detto Laila Hawrylyshyn – camminare di nuovo su Danforth oggi è stato inquietante ma è stato giusto farlo, si tratta della nostra comunità più di ogni altra cosa».
L’atmosfera sulla popolare via di Greektown fiancheggiata da ristoranti, patio e boutique, del resto, era austera. Candele, fiori e messaggi di sostegno e solidarietà sono stati lasciati in vari punti lungo il tratto di strada teatro della strage. Poco lontano, vicino a una fontana, sono stati sistemati altri fiori e candele: con un gessetto qualcuno ha scritto anche “Greek town strong” e “We will not be afraid”.
Pur se ferita Danforth torna a vivere. Alcuni operai erano impegnati ieri a sostituire la vetrina di un ristorante crivellata di colpi: proprio in questo locale ha perso la vita Reese Fallon che stava festeggiando assieme a due amici – entrambi feriti – un compleanno.
La ragazza di 18 anni aveva appena conseguito il diploma al Malvern Collegiate Institute e si apprestava a tornare a scuola per diventare infermiera. “Una ragazza dolce, allegra”, hanno scritto le amiche sui social media mentre una zia della giovane ha postato un messaggio che racchiude tutto il dolore della famiglia. “La vita è ingiusta”, ha scritto. Gli amici e la famiglia della ragazza hanno deciso di istituire una borsa di studio con l’obiettivo di “onorare il futuro che le è stato derubato”.
Julie Steel, amica dei Fallon, ha detto che al momento la pagina online GoFundMe ha già raccolto 15mila dollari. «Ci prefiggiamo di arrivare a 20mila dollari, sarà un barlume di speranza in una situazione orribile – ha detto la Steel – questa è la cosa peggiore che possa mai capitare. Una famiglia ha perso la figlia, la sua bambina. Dobbiamo fare qualcosa di buono per cercare di neutralizzare tutto il male che è appena stato fatto».
Si è chiusa invece nel silenzio la famiglia della bimba di dieci anni che è stata freddata dal killer. Il padre della bambina, anch’egli ferito, domenica sera è stato trasportato dal St. Michael’s Hospital dove è stato portato dai paramedici, al Sick Kids appena in tempo per dire addio alla figlia.
Le indagini continuano a ritmo sostenuto e la polizia invita chiunque sia stato testimone dell’accaduto a farsi avanti. Intanto si attendono i risultati dell’autopsia condotta sul cadavere di Faisal Hussain per poter determinare l’esatta causa di morte.
La Special Investigations Unit (SIU) ha affermato che tra l’uomo e due agenti di polizia c’è stato uno scambio di colpi di arma da fuoco: Hussain è quindi fuggito ma è stato trovato senza vita poco lontano. «Abbiamo recuperato un’arma da fuoco. Quale tipo? Non posso entrare nei dettagli» ha detto il portavoce della SIU.
Nove persone rimangono ancora ricoverate in ospedale, sei sono in condizioni critiche.
Proprio l’emergenza violenza armata che sta attanagliando Toronto è stata presa in considerazione in un meeting tra il chief della polizia Saunders, il sindaco Tory e il premier Ford. Ieri inoltre se ne è discusso anche a City Hall.

More in Redazione