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Crollo dei liberali, ma Scheer non convince

Crollo dei liberali, ma Scheer non convince

TORONTO – Liberali in caduta libera, conservatori saldamente in testa, Ndp minacciato dai Verdi nella lotta per il terzo posto.

Il tutto caratterizzato da un alto grado di indecisione, con Andrew Scheer che ancora una volta non sfonda nell’elettorato canadese.

È questa l’istantanea scattata nell’ultimo sondaggio della Leger presentato ieri che certifica le significative difficoltà del primo ministro Justin Trudeau provocate dall’onda lunga dello scandalo SNC-Lavalin.

Stando all’indagine demoscopica, effettuata su un campione di 1.522 persone, se si votasse in questo momento il Partito Conservatore si attesterebbe attorno al 40 per cento dei consensi.

Dietro la formazione politica guidata da Andrew Scheer ci sarebbe un abisso: ben 13 punti percentuali di distanza, infatti, tra i tory e il Partito Liberale, che crolla al 27 per cento e registra la percentuale più bassa nei sondaggi dell’ultimo anno.

Ma più in generale si denota un grande fermento nella fascia progressista dell’elettorato canadese. L’Ndp di Jagmeet Singh è in piena caduta libera e cattura un misero 12 per cento nelle intenzioni di voto, mentre il Green Party di Elizabteh May registra un netto incremento nelle preferenze con l’11 per cento.

Questo dato, peraltro, conferma l’ottimo risultato raggiunto dai Verdi nelle elezioni provinciali di lunedì scorso nella Prince Edward Island, dove la formazioni politica ambientalista ha conquistato il 30 per cento dei consensi diventando l’opposizione ufficiale e l’ago della bilancia negli equilibri dell’assemblea legislativa di Charlottetown.

Positivo, infine, anche il risultato del People’s Party di Maxime Bernier, che nelle intenzioni di voto cresce di due punti percentuali e si attesta al 3 per cento.

Appare lapidario anche il giudizio dei canadesi sul leader liberale. Secondo il sondaggio della Leger, infatti, il 65 per cento del campione boccia il primo ministro, ritenendo non soddisfacente l’operato di Trudeau alla guida del go- verno, contro il 35 per cento degli intervistati che invece lo promuove. Ma se Trudeau si deve preoccupare, anche Scheer non può certo sorridere.

Il leader conservatore, infatti, continua a non convincere gli elettori e solo il 25 per cento del campione lo ritiene adatto a fare il primo ministro nella prossima legislatura.

Ma non solo. Alla domanda su quale possa essere il miglior governo, appena il 25 per cento degli intervistati ha indicato un esecutivo a guida conservatrice, contro il 30 per cento che continua a ritenere i liberali più adatti a guidare il Paese.

Insomma, a pochi mesi dal voto il Canada vive un grande clima di incertezza.

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