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Croce Rossa in aiuto di sette case di cura  

Croce Rossa in aiuto di sette case di cura  

Croce Rossa in aiuto di sette case di cura  

TORONTO – Non c’è tempo da perdere. Mentre i contagi di Covid-19 continuano a lievitare, il governo federale ha approvato l’intervento della Croce Rossa in sette case di cura a lunga degenza nella regione di Ottawa. A richiederlo è stato il governo dell’Ontario.

Ne ha dato notizia il ministro della Pubblica Sicurezza, Bill Blair. “In risposta ad una richiesta di assistenza da parte del ministro della salute e del ministro del Long term Care dell’Ontario, il governo del Canada sta supportando la Croce Rossa canadese (CRC) per distribuire risorse in sette strutture di assistenza a lunga degenza nella regione di Ottawa-Champlain – ha detto un portavoce del Ministero della Pubblica Sicurezza – questo fa parte dell’importante ruolo della CRC nella risposta al Covid-19. I dettagli del dispiegamento della Croce Rossa sono in fase di definizione e saranno annunciati presto”.

Ma mentre il governo federale non è entrato affatto nei particolari, la Croce Rossa ha invece elencato le sue attività recenti in strutture a lunga degenza.

“Un esempio può essere il ruolo svolto dalla Croce Rossa nelle case di cura a lunga degenza in Quebec, dove le squadre della Croce Rossa hanno fornito servizi essenziali di cura personale, hanno assistito gli anziani nelle loro attività quotidiane, hanno fornito dispositivi di protezione individuale ed organizzato dei training sulla prevenzione della trasmissione di malattie infettive – si legge nella dichiarazione fatta a Ctv – inoltre, gli esperti sanitari della Croce Rossa hanno offerto consulenza tecnica su prevenzione e controllo delle epidemie”.

Non è escluso che, come è già successo quando il Covid ha fatto strage di anziani, in queste strutture possano intervenire i militari canadesi: è quanto ha affermato il primo ministro Justin Trudeau. Sino a ieri, in 66 case di cura della provincia erano scoppiati focolai di Covid-19, a settembre i morti a causa del virus sono stati 40.

Il medico a capo della sanità pubblica canadese, nel fine settimana ha lanciato l’allarme circa il numero crescente di focolai nell’assistenza a lungo termine. «Sebbene questi focolai annoverino un numero inferiore di casi rispetto ad aprile e maggio, sappiamo che la di.usione in queste strutture spesso porta alla morte», ha detto senza giri di parole la dottoressa Theresa Tam.

L’ondata primaverile del virus ha causato più di 9.100 vittime, con focolai nelle case di cura a lungo termine e nelle case di riposo all’origine del 75% di tutti i decessi per Covid in Canada. Undici strutture, nell’area di Ottawa, stanno lottando contro focolai di virus. Ad Edmonton, 53 residenti e 27 dipendenti sono risultati positivi al virus presso il Millwoods Shepherd’s Care Centre; 7 residenti sono morti. Sono stati segnalati focolai in Quebec, B.C. ed in case di cura a lungo termine dell’Alberta.

Non nasconde la sua preoccupazione il dottor Amit Arya, che all’inizio della pandemia aveva fatto parte di un team di intervento rapido nelle case di cura colpite da orribili focolai di Covid. «Le paure stanno tornando, ed è giusto che sia così. Dobbiamo stare attenti. Ma dobbiamo anche fare tutto il possibile per proteggere l’assistenza a lungo termine – ha affermato – la scorsa primavera i residenti sono stati doppiamente vulnerabili, non solo non c’era abbastanza personale, ma le famiglie non potevano neppure visitarli. «Nessun familiare è entrato lì, non solo per prendersi cura dei propri anziani, ma anche per constatare quanto grave fosse la situazione », ha detto Arya.

Non si dice sorpreso dal costante aumento di focolai nelle case di cura. «Queste case non sono isole – ha concluso – maggiore è la diffusione nella comunità, maggiore è il rischio che il Covid-19 venga portato in queste strutture per anziani».