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Crisi senza precedenti tra City Hall e Provincia

Crisi senza precedenti tra City Hall e Provincia

TORONTO – Il braccio di ferro politico- giudiziario tra la Provincia e City Hall provoca una crisi senza precedenti in Ontario.
Doug Ford infatti ha deciso di ricorrere alla Section 33, la Notwithstanding Clause, contro una sentenza che dichiarava anticostituzionale la legge sul taglio dei consiglieri comunali di Toronto. Non era mai successo nella nostra Provincia.
La Section 33 è quella prerogativa costituzionale concessa al governo federale e alle Province che permette di “disinnescare” una sentenza e metterla da parte per 5 anni senza subire alcuna conseguenza. Ma bisogna andare con ordine nel raccontare una giornata ricca di colpi di scena.
In mattinata il giudice della Corte Superiore dell’Ontario Edward Belobaba stabilisce che in alcuni passaggi il Bill 5 è in aperta violazione della Costituzione canadese.
La sentenza rappresenta uno smacco per il governo conservatore e una vittoria per il sindaco John Tory e per la maggior parte dei consiglieri comunali che si erano opposti al Bill 5 e che avevano deciso di rivolgersi alla Giustizia per dirimere il rompicapo giuridico.
Nella sostanza, secondo Belobaba, la legge va a ledere i principi garantiti dalla Charter of Rights canadese, in particolare la libertà di espressione dei candidati al voto municipale del 22 ottobre e il diritto alla giusta rappresentanza per gli elettori torontini.
I punti principali della decisione del giudice. Secondo il giudice a violare quanto previsto dalla Costituzione è la tempistica dell’intervento legislativo del governo provinciale: la norma infatti è stata approvata quando il processo di ufficializzazione delle candidature nei 47 distretti elettorali era già stato avviato.
In parole povere, sono state cambiate le regole del gioco a partita in corso, nel bel mezzo della campagna elettorale. Ma nella sentenza di 18 pagine di Belobaba emerge anche una complessiva condanna dell’operato del governo.
“La Provincia – si legge nel documento – ha chiaramente oltrepassato la linea. Quando il Bill 5 è entrato in vigore, lo scorso 14 agosto, la maggior parte dei candidati aveva già prodotto materiale come siti Internet e pamphlet elettorali relativi ai distretti nei quali si erano candidati.
L’impatto immediato prodotto dal Bill 5 è stato di incertezza e confusione Il giudice ha poi indicato quello che a suo avviso poteva essere un corretto scenario nel cambiamento delle regole. “Questa non è una situazione nella quale il governo provinciale cambia le dimensioni dei distretti elettorali cittadini sei mesi prima del voto. Se fosse successo questo, allora non ci sarebbe stata alcuna interferenza con i diritti costituzionali dei candidati . Per Belobaba, inoltre, esiste un diretto problema di violazione dei diritti costituzionali per il passaggio delle dimensioni della popolazione rappresentata nel singolo distretto, da 61mila a 111mila: in questo caso verrebbero lesi i diritti costituzionali dei votanti. Da un punto di vista pratico, vengono cancellate le candidature per i 25 distretti, che erano ancora aperte fi no al 14 settembre. Si vanno a riprendere invece quelle per i 47 distretti presentate entro lo scorso 27 luglio. Anche se la decisione di Ford di appellarsi alla Section33 porta a un nuovo clima di grande incertezza. Il giudice della Corte Superiore dell’Ontario non ha completamente demolito la legge approvata ad agosto. Alcune parti hanno superato il suo vaglio, come l’articolo che prevede l’eliminazione delle elezioni dirette per i presidenti dei consigli regionali di York, Peel, Durham e Niagara: in questo caso la riforma voluta da Ford rimane in vigore. I futuri presidenti saranno nominati dall’alto e non ci saranno le elezioni. È evidente che la sentenza di ieri rappresenta una grave sconfi tta per il premier conservatore. In poche settimane Ford ha dovuto subire lo smacco sul fronte Tesla, che aveva portato in tribunale il premier per la cancellazione del piano di incentivi previsti dall’esecutivo per le auto elettriche, e quello ancora più cocente di ieri. E pensare che, in e etti, il governo avrebbe potuto agire diversamente. Senza dover rivoluzionare la sua agenda di governo, il premier poteva tranquillamente far presentare il progetto di legge a Queen’s Park senza pretendere alcuna corsia preferenziale per la sua approvazione. Allo stesso tempo, Ford avrebbe dovuto avviare il necessario processo consultivo nella sua duplice veste, quello istituzionale con il sindaco di Toronto e il consiglio comunale e quello con i cittadini, per capire cosa ne pensassero gli elettori della riforma. Il premier, infi ne, avrebbe dovuto garantire il corretto svolgimento delle elezioni comunali del 22 ottobre con la vecchia formula. In seguito ci sarebbe stato tutto il tempo di andare avanti con la riforma – in questo caso per le future elezioni del 2022 – o di lasciarla andare, visto che il taglio non faceva nemmeno parte del programma elettorale dei conservatori nell’ultimo voto. Il giudice Belobaba, nella sua decisione scritta, in moltissimi passaggi rimarca la fretta con la quale il governo provinciale ha deciso di intervenire e legiferare su una materia tanto delicata quanto contingente. “Non vi è alcuna evidenza – si legge nella sentenza di ieri – che il governo abbia considerato altre opzioni e altri approcci o che una qualche forma di consultazione abbia avuto luogo. Sembra invece che il Bill 5 si entrato rapidamente in vigore nel bel mezzo delle elezioni cittadini senza che ci sia stato un ragionamento complessivo .
La reazione di Ford. “Abbiamo ascoltato tutti i principali costituzionalisti del Canada – ha dichiarato Ford – e nessuno ha espresso un parere contrario sulla costituzionalità del Bill 5. Io rispetto la magistratura, ma questa sentenza mi preoccupa profondamente . “Viviamo in una democrazia – ha detto il premier – e un provvedimento di un governo eletto democraticamente è stato accantonato da un giudice nominato e non eletto. Userò tutti gli strumenti in mio possesso per andare avanti.
Il premier ha ordinato il riavvio straordinario dei lavori parlamentari a partire da domani. Il governo ripresenterà il Bill 5 che sarà rivotato un’altra volta. Allo stesso tempo l’esecutivo utilizzerà per la prima volta nella storia della Provincia la Section 33.
Ford ha anche aggiunto di essere pronto ad utilizzare la Notwithstanding Clause anche in futuro per altre leggi che potrebbero subire la stessa sorte del Bill 5. Per il voto del 22 ottobre rimane un grande clima d’incertezza.

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