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Crisi scuola, inizia una settimana di fuoco

Crisi scuola, inizia una settimana di fuoco

Crisi scuola, inizia una settimana di fuoco

TORONTO – Inizia oggi nella provincia dell’Ontario una settimana di fuoco per il mondo della scuola. Sono tre i sindacati che scioperano: l’Ontario Secondary School Teachers’ Federation (OSSTF), l’Ontario English Catholic Teachers’ Association (OECTA) e l’Elementary Teachers Federation of Ontario (ETFO) che sono senza contratto di lavoro dal 31 agosto, hanno deciso che è tempo di usare il pugno duro nella speranza di sbloccare i negoziati con il governo.

L’Elementary Teachers Federation of Ontario, che rappresenta circa 83mila insegnanti di scuole elementari pubbliche e personale non docente incrocerà le braccia da oggi fino a venerdì. Da notare che non sono state fissate date per futuri incontri tra le parti.

Oggi si asterranno dal lavoro gli insegnanti del Toronto District School Board, York Region District School Board e Ottawa-Carleton District School Board. Nei prossimi quattro giorni sarà la volta dei provveditorati sparsi nella provincia.

Domani la serrata, che riguarderà i 45mila maestri aderenti all’Ontario English Catholic Teachers’ Association, causerà la chiusura di tutte le scuole cattoliche elementari e superiori dell’Ontario.

Ma gli insegnanti cattolici non saranno i soli a incrociare le braccia domani: anche i 60mila professori dell’Ontario Secondary School Teachers’ Federation sciopereranno in alcuni provveditorati tra i quali quello di Toronto. Per gli insegnanti delle scuole superiori si tratterà della sesta giornata di serrata rotazione: il primo sciopero risale al 4 dicembre.

Questo di domani, ha dichiarato il presidente dell’OSSFT Harvey Bischof, sarà l’ultimo sciopero fino a quando i ragazzi avranno finito il loro periodo di esami.

Infine l’Association des enseignantes et enseignants franco-ontariens (AEFO), che rappresenta 12mila insegnanti in circa 460 scuole, ha annunciato che inizierà una campagna di sciopero bianco a partire da giovedì.

La mancanza di punti di accordo su questioni fondamentali per giungere alla firma del nuovo contratto ha gettato nel caos completo il sistema scolastico della provincia: a parte che per gli insegnanti dell’AEFO, non sono stati fissati incontri tra governo e gli altri tre sindacati.

Il ministro Stephen Lecce, pur ribadendo che il principale nodo rimane la retribuzione – gli insegnanti chiedono un aumento del 2% mentre Ford ha ribadito di essere disposto a concedere solo l’1% – ha dichiarato che la provincia è disposta a tornare ai colloqui con i sindacati purché dimostrino la volontà di scendere a compromessi.

Nel frattempo, in base ai dati di¦usi dal Ministero della Pubblica Istruzione oltre 100mila genitori hanno aderito al programma di sostegno Support for Parents, che compensa i genitori con bambini fino al grado 7 per le spese sostenute durante gli scioperi.