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Crisi Provincia-City Hall, adesso regna l’incertezza

Crisi Provincia-City Hall, adesso regna l’incertezza

TORONTO – Ancora nubi all’orizzonte nella crisi istituzionale senza precedenti tra la Provincia e il Comune di Toronto.
Dopo i clamorosi sviluppi di lunedì, con la sorprendente decisione del giudice Edward Belobaba di dichiarare anticostituzionale il Bill 5 e l’annuncio di Doug Ford di voler ricorrere alla Section 33 della Costituzione per annullare gli effetti della sentenza, anche ieri si respirava un clima di grande incertezza, pieno di incognite e punti interrogativi.
È comunque certo che oggi ripartiranno in via straordinaria i lavori a Queen’S Park. Il premier infatti ha chiesto al vice governatore di convocare la legislatura: Ford vuole procedere a tappe forzate, con la ripresentazione del Bill 5 e una sua rapida approvazione.
Allo stesso tempo il leader del Progressive Conservative farà votare la sua richiesta di ricorso alla Notwithstanding Clause, disciplinata nella sezione 33 della Charter of Rights canadese: per “disinnescare” la sentenza del giudice della Corte Superiore dell’Ontario è necessario il voto della maggioranza dei deputati provinciali.
Resta da capire quale sarà la tempistica, anche se il premier pretenderà dallo Speaker della Camera provinciale una corsia preferenziale per il provvedimento. Domani invece è prevista una riunione straordinaria del consiglio comunale per valutare quali altri passi si potranno prendere per difendere la decisione del giudice
che ha nella sostanza riportato a 47 il numero di distretti elettorali a Toronto per le prossime elezioni municipali del 22 ottobre.
Ma come stanno realmente le cose? Da un punto di vista strettamente giuridico, dopo la sentenza di lunedì la legge che taglia il numero di consiglieri comunali da 47 a 25 non è più in vigore. Allo stesso modo anche le candidature, la cui deadline era stata spostata al 14 settembre, sono chiuse a quelle presentate entro il 27 luglio scorso. Nel caso in cui la maggioranza dei deputati provinciali dovesse dare il proprio voto alla richiesta di applicazione della Sezione 33, il Consiglio Comunale non avrebbe più alcuno strumento per opporsi. In sostanza, si tratterebbe di una partita chiusa. Ma nel frattempo continua la polemica per la decisione di Ford di utilizzare la Section 33.
Lunedì sera il sindaco John Tory si è incontrato con il primo ministro Justin Trudeau, al quale ha espresso la sua preoccupazione per la situazione di caos che si è venuta a creare con la contrapposizione a muso duro tra il Comune e la Provincia. Trudeau ha ascoltato, ma per ora ha deciso di non fare alcuna dichiarazione pubblica. Sta di fatto che il rapporto tra City Hall e il governo provinciale è ai minimi termini e, vada come vada, i due livelli di governo dovranno collaborare nei prossimi quattro anni. Ma la polemica è alimentata anche dalle numerose prese di posizione di costituzionalisti e docenti di diritto pubblico, che hanno messo in luce come la Section 33 della Costituzione sia stata inserita con l’idea di un possibile utilizzo solo in determinati casi di necessità ed urgenza e non certo su una questione di questo tipo. È di ieri il commento di Brian Mulroney, che ha criticato il ricorso alla Section 33. “Il Canada ha un problema – ha detto l’ex primo ministro conservatore – quando un premier provinciale può scavalcare le sentenze di una corte federale”. Da ricordare che sua figlia, Caroline Mulroney, è l’attuale ministro della Giustizia del governo Ford in Ontario. E la preoccupazione si estende anche per il modus operandi del nuovo governo provinciale. Lo stesso Ford non ha escluso in futuro di poter utilizzare la Notwithstanding clause anche per sciogliere altri nodi, uno su tutti quello del sex-ed che sta lacerando i rapporti tra la stessa provincia e gli insegnanti.
Di certo siamo ben lontani da una un ritorno alla normalità. I giorni passano, le elezioni municipali sono alle porte e ancora non sappiamo per quanti e quali consiglieri comunali andremo a votare il 22 ottobre.
Un caos senza precedenti, provocati dalla decisione di Ford intervenire nelle faccende interne al Comune, violando – come ha stabilito il giudice della Corte Superiore – per ben due volte i diritti dei cittadini e dei candidati garantiti dalla Costituzione. E questo ha creato una crisi istituzionale dalle proporzioni storiche dagli esiti davvero imprevedibili.

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