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“Covid-19, negozi e piccole imprese a rischio chiusura”

“Covid-19, negozi e piccole imprese a rischio chiusura”

“Covid-19, negozi e piccole imprese a rischio chiusura”

TORONTO – Decine di migliaia di negozi e piccole imprese rischiano di chiudere i battenti a causa del Covid-19. È questo l’allarme lanciato dalla Canadian Federation of Independent Business (CFIB), che allo stesso tempo chiede ai vari livelli di governo di attivare nuovi programmi di sostegno per l’intero settore e di limitare eventuali futuri lockdown.

La situazione è estremamente complicata, perché effettivamente il governo deve fare fronte a una doppia crisi scatenata dalla pandemia: quella sanitaria e quella economica.

All’interno del tessuto produttivo del nostro Paese sono proprio le piccole imprese e gli esercizi commerciali quelli maggiormente a rischio chiusura.

Al contrario, le grandi reti di distribuzione come Walmart, Costco, Loblaws, Metro, Home Depot e via dicendo durante la prima ondata della pandemia di Covid-19 hanno registrato degli utili record.

“Ma ci sono degli effetti molto negativi anche per i negozi in Canada che non sono colpiti da restrizioni e lockdown – dice Dan Kelly, presidente della Canadian Federation of Independent Business – perché stiamo assistendo a un generalizzato crollo delle vendite che sta caratterizzando anche questa seconda ondata della pandemia. In generale è l’intero settore che si sta indebolendo”.

Ma quali sono esattamente le cifre che ci spiegano la crisi del settore? Secondo lo stesso Kelly, durante la prima ondata le imprese a rischio fallimento in Canada erano circa 160mila da marzo alla fine della pandemia.

Ora la situazione è peggiorata ulteriormente, con circa 225mila esercizi commerciali che molto probabilmente saranno costretti a chiudere i battenti: si tratta di circa un’impresa su sette in tutto il Canada.

Secondo la Canadian Federation of Independent Business, il governo dovrebbe valutare molto attentamente l’eventuale applicazione di restrizioni e misure generalizzate: la soluzione potrebbe essere quella di mini lockdown mirati a determinate zone, senza colpire in modo indiscriminato tutte le categorie.

“Abbiamo dato un consiglio ai governi provinciali: evitare di chiudere completamente la nostra economia con un lockdown generalizzato. Se la curva epidemiologica dovesse continuare a salire, allora magari sarebbero necessari interventi mirati e limitati nel tempo”.

Ma non basta. Se il governo vuole davvero salvare un comparto economico che potrebbe cadere sotto i colpi della pandemia, dovrebbe anche rinforzare i programmi di sostegno e di aiuto alle imprese in termini di sussidi significativi all’intero settore.

“Il governo deve assicurarsi che il denaro stanziato per i vari programmi arrivi velocemente”.

La presa di posizione della Canadian Federation of Independent Business arriva proprio alla vigilia delle nuove restrizioni che entreranno in vigore a Toronto a partire da sabato. La città, a causa dell’impennata dei casi delle ultime settimane, entrerà in zona rossa per 28 giorni.

A soffrirne saranno ancora una volta i ristoranti, che per un altro mese non potranno ospitare i clienti nelle sale ma che forniranno solamente cibo d’asporto.

Altre piccole imprese, come ad esempio le palestre, rimarranno completamente chiuse. Ma in generale, continua il rapporto della Canadian Federation of Independent Business, a preoccupare è anche un atteggiamento generalizzato dei consumatori durante la pandemia.

Stando a un sondaggio pubblicato pochi giorni fa, la maggior parte dei canadesi ha già messo in preventivo di spendere molto meno durante le feste natalizie rispetto agli anni passati.

L’incertezza dovuta dalla crescita del contagio sommata alle difficoltà economiche provocate dal Covid hanno creato un clima poco propenso allo shopping. E gli esercizi commerciali potrebbero risentirne ulteriormente.