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Covid-19 e deficit, la ripresa sarà il banco di prova per il governo

Covid-19 e deficit, la ripresa sarà il banco di prova per il governo

Covid-19 e deficit, la ripresa sarà il banco di prova per il governo

TORONTO – In Canada la doppia crisi scatenata dalla pandemia viaggia su binari che non sono più paralleli.

L’emergenza sanitaria, almeno per ora, ce la siamo lasciata alle spalle, a differenza degli Stati Uniti, che hanno dovuto affrontare il boom di contagi di Covid-19 con la stessa tempistica del Canada ma che si trovano, come ha spiegato Anthony Fauci, in una situazione destinata a peggiorare ancora per molto.

L’emergenza economica, invece, è ancora più che presente e il peso della crisi provocata dal blocco pressoché totale dei comparti produttivi dell’economia canadese ce lo trascineremo dietro per molto tempo.

Mercoledì il ministro delle Finanze ha presentato il Fiscal Snapshot, resoconto fiscale dei nostri conti pubblici zavorrati dal pacchetto di aiuti attivati dal governo per sostenere le famiglie, i lavoratori e le imprese a partire da metà marzo.

Per l’anno fiscale in corso è previsto un deficit che non ha precedenti nella storia recente canadese – paragonabile al buco di bilancio durante la Seconda Guerra Mondiale – pari a 343,2 miliardi di dollari. Considerando che attualmente la popolazione canadese è composta da di 37 milioni e 742mila cittadini, in questi 4 mesi ogni singolo canadese si è visto appioppare un debito di circa 9mila dollari, neonati compresi.

Cifra questa che si va a sommare al debito pubblico federale, che per la prima volta raggiungerà quota 1,2 trilioni di dollari.

Il governo federale, a partire dallo scorso marzo, si è trovato di fronte a un bivio per via della pandemia. Il primo ministro Justin Trudeau ha deciso di adottare un approccio pragmatico, con la distribuzione a pioggia di fondi, stanziamenti e sussidi per sostenere il potere di acquisto delle famiglie durante le fasi più critiche del contagio.

Le opposizioni in questa fase stanno attaccando le scelte del governo: secondo i conservatori il primo ministro avrebbe dovuto essere più trasparente e più rigoroso nell’attivazione dei programmi di aiuto ai canadesi, mentre l’Ndp sostiene che i finanziamenti sono andati ad aiutare soprattutto i ceti più abbienti e i benestanti, mentre sono state dimenticate le fasce più povere della popolazione.

Sta di fatto che il Canada non è l’unico Paese che si trova in questa drammatica situazione. Le stime di crescita presentate negli ultimi giorni dal Fondo Monetario Internazionale e dall’Osce dipingono un quadro tetro e preoccupante: il mondo dovrà essere pronto ad affrontare una fase recessiva lunga e difficile.

Ora la vera sfida, il vero banco di prova del governo guidato da Trudeau sarà proprio la gestione della nuova fase. L’esecutivo sarà in grado di realizzare un’agenda di governo capace di sostenere il rilancio dell’economia? È questa la vera domanda che dobbiamo farci, perché durante la crisi sanitaria la classe politica ha fatto un passo indietro e ha seguito per filo e per segno le indicazioni delle maggiori autorità mediche e scientifiche del Paese.

Ora la politica riprende in mano il timone, e la nave Canada si trova nel bel mezzo di una tempesta che si preannuncia lunga, violenta e imprevedibile.
Il deficit da 343,2 miliardi è il punto di partenza, difficile e problematico: il governo dovrà mettere a punto un piano per la crescita economica e occupazionale. Se non sarà in grado di farlo, allora la migliore strada da seguire sarà quella delle elezioni anticipate per dare al Paese un nuovo esecutivo che accetti la sfida.