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Coronavirus, primo caso accertato a Vancouver

Coronavirus, primo caso accertato a Vancouver

Coronavirus, primo caso accertato a Vancouver

TORONTO – Le autorità sanitarie provinciali della British Columbia hanno ieri confermato il primo caso di contagio da coronavirus 2019-nCoV.

Si tratta di un 40enne che risiede a Vancouver e che – di recente – si era recato a Wuhan, in Cina, la città da cui si è diffusa la temuta malattia polmonare. L’uomo sarebbe però in fase di netto miglioramento ed è già tornato nella sua abitazione.

Confermato anche il secondo caso di contagio da coronavirus in Ontario. Le analisi di laboratorio – svolte a Winnipeg – hanno evidenziato la positività al virus della 50enne il cui marito è tuttora ricoverato presso il Sunnybrook Hospital di Toronto. La donna continua l’isolamento sanitario nella sua abitazione di Toronto.

Nel frattempo è salito a 106 il numero dei morti per il nuovo coronavirus in Cina, mentre i casi confermati sono 4.515. Lo ha reso noto la Commissione sanitaria nazionale cinese, secondo cui 976 pazienti restano in condizioni critiche, mentre sono 6.973 i casi di sospetto contagio da 2019-nCoV.

Il ministero dell’Istruzione cinese ha annunciato il rinvio dell’inizio del semestre di primavera di scuole e università – dopo la fine delle vacanze per il capodanno lunare – a causa dell’emergenza provocata dal nuovo coronavirus.

Le autorità per l’immigrazione cinese hanno chiesto ai connazionali di rinviare i viaggi all’estero nel tentativo di contenere la diffusione del nuovo coronavirus. Il governo di Pechino ha precisato che la misura suggerita ha l’obiettivo di proteggere la vita e la salute dei cinesi e degli stranieri, dal momento che la riduzione dei flussi di persone potrebbe contribuire a contenere l’epidemia.

Chiunque manifesti sintomi di infezione respiratoria, febbre e tosse dovrebbe sospendere i programmi di viaggio chiedendo assistenza sanitaria, hanno raccomandato le autorità di Pechino, che chiedono anche di essere informate su itinerari e ogni altro dettaglio di viaggio.

Sono circa seimila medici, infermieri ed altro personale sanitario, inviati nella provincia di Hubei – dove si trova Wuhan, la città focolaio del contagio di nuovo coronavirus – per combattere l’epidemia. Lo ha detto in una conferenza stampa a Pechino un funzionario della Commissione sanitaria nazionale, Jiao Yahui, secondo cui 4.130 operatori sanitari, suddivisi in 30 squadre, hanno già cominciato a lavorare, mentre altri 1.800 arriveranno entro oggi.

Intanto, sei nuovi casi di coronavirus sono stati confermati in Thailandia, per un totale di 14. Lo ha reso noto un funzionario della sanità di Bangkok, secondo cui cinque dei pazienti – di età compresa tra i 60 ed i 70 anni – venivano dalla provincia di Hubei e fanno parte dello stesso nucleo familiare, mentre il sesto paziente viene da Chongqing.

Primo caso confermato di nuovo coronavirus in Germania. Ne ha dato notizia il portavoce del ministero della Sanità della Baviera, secondo cui il paziente è un uomo della zona di Starnberg, un’area ad una trentina di chilometri a sudovest di Monaco.

L’uomo è stato contagiato da una cittadina cinese proveniente da Shanghai che era stata in visita presso la ditta dove lavora. La donna, che era stata in visita alla società Webasto nel distretto bavarese di Starnberg per un evento di formazione, ha riferito di aver notato l’insorgenza dei primi sintomi a bordo dell’aereo che la riportava a casa. Prima di partire per la Germania aveva accolto alcuni parenti provenienti dalla regione di Wuhan.

Il paziente tedesco, 33 anni, avrebbe invece sviluppato i sintomi nel weekend ma si sarebbe presentato al lavoro il lunedì, decidendo solo in un secondo momento di farsi ricoverare alla luce dell’emergenza sanitaria dichiarata in Cina. Al momento si trova in condizioni stabili.

Intanto il Meccanismo per la protezione civile dell’Unione Europea è stato attivato, su richiesta della Francia, per fornire assistenza ai cittadini Ue che si trovano a Wuhan, nell’Hubei, in Cina.

“Due aerei verranno mobilitati attraverso il Meccanismo per rimpatriare cittadini dell’Ue dall’area di Wuhan e riportarli in Europa”, dice il commissario europeo per la Gestione delle Crisi Janez Lenarcic. L’Ue, informa la Commissione Europea, cofinanzierà i costi di trasporto.

In Italia, se a Pistoia è rientrato l’allarme per il presunto caso di coronavirus – sono infatti risultati negativi i test sulla turista cinese ricoverata all’ospedale San Jacopo – resta viva l’attenzione sulla coppia di cinesi ricoverati a Napoli presso l’ospedale Cotugno. I due giovani cinesi sono stati messi in isolamento e sono tuttora sottoposto a cure intensive e le analisi per isolare e individuare il ceppo del suo virus.

Nel frattempo, per i circa settanta cittadini italiani rimasti ancora a Wuhan, in Cina “stiamo valutando l’idea di un trasferimento aereo” ha detto Stefano Verrecchia, capo dell’unità di crisi della Farnesina.