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Columbus Centre, ora è protetto

Columbus Centre, ora è protetto

TORONTO – Il Columbus Centre ieri è entrato di diritto nel City of Toronto’s Heritage Register. E lo ha fatto con il voto all’unanimità dell’ordine esecutivo dei consiglieri di Toronto di una mozione comunale approvata a City Hall lo scorso luglio.

C’è stata grande attesa nei giorni scorsi per il voto di ieri. La designazione ufficiale del Columbus Centre a sito storico e culturale portava con sé una sola e grande speranza: rendere intoccabile il centro comunitario.

Una designazione, questa, che ha posto fine ad una saga lunga e difficile per la comunità italocanadese – e non solo – che della demolizione del suo centro comunitario non ne vuole proprio sapere.

Il Columbus Centre non si tocca, hanno ripetuto come un mantra i difensori di questa icona dell’italian-style. E che oggi possono finalmente tirare un sospiro di sollievo al pensiero che il loro desiderio è diventato realtà e ha affossato definitivamente le speranze di chi vorrebbe raderlo al suolo.

Alla seduta del consiglio comunale di ieri erano presenti circa 15 persone, nessuno in rappresentanza di Villa Charities Inc. La sconfitta del piano di VCI di distruggere il Columbus Centre era nell’aria, mancava solo l’ultimo “sì” che ieri c’è stato seguito da uno scrosciante applauso liberatorio.

La decisione, composta da tre votazioni, è stata una vittoria di valore incalcolabile per la comunità di origine italiana e non, che ha fatto ferro e fuoco per allontanare le ruspe dall’incrocio di Dufferin e Lawrence.

Non è riuscita a trattere la sua gioia anche la speaker del Toronto City Council Frances Nunziata: «Durante le votazioni gli applausi non sono ammessi, ma in questo caso sono benvenuti», ha detto.

Una vittoria, questa di ieri, attesa e desiderata da tutti coloro che nel Columbus Centre non vedono un edificio, ma una icona, una testimonianza della presenza e della laboriosità degli italiani a Toronto.

È stato voluto, pensato, realizzato con tanti sacrifici e ancor più determinazione questo centro che ha anche accolto politici, cantanti, attori, artisti e personalità italiane in visita in Canada.

Ma sarebbe riduttivo dire che il Columbus Centre appartiene solo agli italo-canadesi: con il tempo – e di tempo dalla fine degli anni Settanta ne è passato tanto – è diventato un punto dove attività culturali e sportive si sono unite ad incontri che hanno il solo scopo di socializzare anche per comunità come quella ebraica, cinese, polacca.

Il Columbus Centre è di tutti. Di tutti quelli che ieri hanno gioito dopo aver temuto a lungo per il colpo di grazia che a loro insaputa Villa Charities unita al Toronto Catholic District School Board era pronta a infliggergli.

«Dopo la designazione di heritage site la comunità potrà fi nalmente guarire e a Villa Charities giungerà fi nalmente il messaggio », ha detto qualche giorno fa Angelo Scioscia. Non c’è alcun dubbio: ieri a City Hall è stata scritta una pagina di storia che vede protagonista la nostra comunità.

Nell’edizione di lunedì pubblicheremo un ampio servizio sulla seduta a City Hall con interviste al sindaco John Tory e ad alcuni consiglieri comunali.

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