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College e università contro i tagli di Ford

College e università contro i tagli di Ford

TORONTO – Dal taglio ai programmi per i bambini autistici, a quello degli insegnanti nelle scuole elementari e superiori, alle classi affollate e per finire con gli asili con cambiamenti che verranno annunciati molto presto e non fanno ben sperare.

Non c’è alcun dubbio che il mondo della scuola in Ontario è in subbuglio dopo la rivoluzione messa in atto dal governo Ford. Oggi saranno gli studenti dei college e delle università ad uscire dalle aule a mezzogiorno in segno di protesta contro le modifiche apportate allo stanziamento dei fondi per l’istruzione post-secondaria.

Ieri invece gli insegnanti di tutta la provincia hanno indossato abiti di colore nero proprio per contestare i tagli in arrivo nel mondo della scuola. A gennaio il Progressive Conservative ha eliminato le lezioni gratuite per gli studenti a basso reddito, ha imposto una riduzione del 10 per cento delle tasse universitarie e ha reso diverse tasse una volta obbligatorie, come quelle che finanziano le organizzazioni e i club universitari, facoltative.

La filiale dell’Ontario della Canadian Federation of Students si oppone con forza ai cambiamenti messi in atto dal governo Ford e chiede più sovvenzioni piuttosto che prestiti e l’eliminazione delle tasse universitarie per tutti gli studenti.

Dei passi avanti erano stati fatti con il precedente governo liberale che aveva aumentato il numero delle sovvenzioni e reso possibile agli studenti a basso reddito di frequentare il college o l’università gratuitamente.

In base a tale programma, gli studenti a basso reddito potevano beneficiare di sovvenzioni abbastanza ampie da coprire l’intero costo delle tasse scolastiche nell’ambito del piano precedente, ma ora una parte dei finanziamenti che ricevono sarà in forma di prestito.

Dalle università, gradino più alto nell’istruzione, giù fino agli asili, il mondo della scuola sembra essere attraversato da uno tsunami.

«Il governo sta ancora rivedendo tutte le opzioni a nostra disposizione per quel che concerne il kindergarten a tempo pieno», ha dichiarato il ministro dell’Istruzione Lisa Thompson in mezzo alla crescente speculazione che la provincia stia cercando di allontanarsi dal modello attuale, che prevede l’insegnante e l’educatore della prima infanzia.

«Come sapete, ci stiamo lavorando – ha detto la Thompson ai giornalisti – non stiamo lasciando nulla di intentato in questo momento. Stiamo rivedendo tutte le nostre opzioni». Qualche mese fa, di fronte alle proteste dei genitori che volevano vederci chiaro sul futuro del popolare programma, la Thompson e il Premier Ford si sono impegnati a mantenere i daycare a tempo pieno, almeno per quest’anno scolastico.

Del futuro del kindergarten non si è fatto cenno nell’annuncio della scorsa settimana ma di fatto il ministero dell’Istruzione sta passando in rassegna vari aspetti del programma che costa alla provincia 1,5 miliardi di dollari all’anno.

«La gente chiede che venga mantenuto il programma che prevede la frequenza dell’asilo per tutto il giorno ma penso che la certezza la si può avere al massimo per un anno – ha detto Marit Stiles, critico all’Istruzione dell’NDP – il governo sta sicuramente riducendo le risorse».

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