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City Clerk: «Elezioni in pericolo a Toronto»

City Clerk: «Elezioni in pericolo a Toronto»

TORONTO – È stato raggiunto un “punto di non ritorno” e tenere elezioni giuste e democratiche il 22 ottobre è “virtualmente impossibile”.
Ad affermarlo è stata la city clerk di Toronto Ulli Watkiss durante la riunione straordinaria di ieri del consiglio.
La situazione, dopo la decisione del premier Ford di ricorrere alla Notwithstanding Clause per annullare gli effetti della sentenza del giudice Belobaba, si è fatta ancor più difficile.
«Ogni ora che passa, ogni giorno che passa crea una maggiore incertezza e solleva in me una grande preoccupazione per il corretto svolgimento di queste elezioni. Il consiglio deve essere a conoscenza di questo», ha detto Watkiss che non ha escluso di dover chiedere un parere legale in merito alla possibilità di posticipare la data delle elezioni qualora ritenga che il 22 ottobre non si possa tenere una elezione equa e democratica.
Mentre il disegno di legge provinciale che riduce le dimensioni del consiglio autorizza il segretario comunale a rinunciare alle votazioni prima del giorno delle elezioni, ha affermato che è sua convinzione che ciò comporterebbe un’elezione “non equa” che non “soddisfa i principi della legislazione” che regola le elezioni.
Il periodo di votare in anticipo per le elezioni municipali doveva iniziare il 10 ottobre, ma ora sembra improbabile che possa essere così, in quanto il disegno di legge sulle dimensioni del consiglio potrebbe non ricevere l’assenso reale fino alla fine di settembre.
Il periodo di nomina per i candidati del consiglio verrebbe esteso fino a due giorni dopo che il quindi prolungato per due giorni dopo l’approvazione del disegno di legge.
L’avvocato della città Wendy Walberg ieri ha anche sottoposto ai consiglieri, in un incontro a porte chiuse, le opzioni che sono a loro disposizione dopo la mossa di Ford. «Quella davanti a noi è una sfida molto difficile – ha detto il sindaco Tory – anche se le opzioni sono poche ritengo che dobbiamo prenderle in considerazione dato che molti di noi si oppongono all’uso della Notwithstanding Clause e si oppongono alla richiesta non necessaria di questa. Usare la Clause per scavalcare la sentenza del giudice della Corte Superiore dell’Ontario sta creando un precedente pericoloso nella provincia».
Numerosi membri del consiglio hanno ribadito la loro opposizione al taglio del numero dei consiglieri che da 47 scenderanno a 25. «Quello che inizialmente era un attacco vendicativo contro la città di Toronto è ora diventato un caos istituzionale – ha detto il consigliere del Ward 20 Joe Cressy – la Notwithstanding Clause è stata utilizzata per tre volte nella storia di tutto il paese, non si prevede il suo uso, e l’uso fatto da Doug Ford per poter cambiare le dimensioni del consiglio comunale di Toronto dimostra quanto questo premier sia abietto – ha detto Cressy – nella provincia c’è il problema della mancanza di abitazioni con affitti bassi, c’è l’aumento della povertà, ci sono gravi sfide associate alle infrastrutture dei trasporti e lui su cosa si concentra? Sta cercando di essere il sindaco di Toronto dimostrando la sua totale incompetenza».
Alla fine del meeting i consiglieri hanno votato una mozione con la quale chiedono agli avvocati di portare in tribunale il nuovo disegno di legge presentato a Queen’s Park. Contro la decisione di Ford si è scagliato anche Don Iveson, chair della Federation of Canadian Municipalities Big City Mayors’ Caucus e sindaco di Edmonton: Iveson ha offerto alla città di Toronto “pieno sostegno” nei suoi “sforzi per proteggere la democrazia locale”.
Inoltre tutti i 25 membri liberali federali di Toronto hanno condannato all’unanimità il ricorso di Ford alla Clause ed hanno invitato gli mpp a bocciare il disegno di legge sec.33, definendo la Notwithstanding Clause “inopportuna e irrispettosa”. Una voce fuori dal coro è invece quella del consigliere del Ward 7 Giorgio Mammoliti che sostiene a 360 gradi l’uso della Withstanding Clause per sfrondare il consiglio comunale e che ha deciso di non ha partecipare all’incontro di ieri.
In un messaggio postato su Twitter Mammoliti ha definito il meeting l’incontro dei piagnucoloni socialisti” e ha detto che avrebbe invece impiegato il suo tempo “bussando alle porte per chiedere alle persone il loro voto».

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