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Caso Wanzhou, licenziato McCallum

Caso Wanzhou, licenziato McCallum

TORONTO – Il caos è servito.

Ogni giorno si aggiungono nuovi tasselli alla già delicata situazione tra il Canada e la Cina.

Una situazione che si è complicata sempre di più dopo l’arresto a Vancouver della dirigente di Huawei Meng Wanzhou su richiesta degli Stati Uniti.

Ieri è stato licenziato l’ambasciatore del Canada in Cina John McCallum a causa delle sue dichiarazioni sull’estradizione di Meng negli Usa.

“Ho chiesto e accettato le dimissioni di John Mc- Callum come ambasciatore del Canada in Cina”, ha dichiarato Trudeau senza elaborare sul motivo della rimozione che arriva nel bel mezzo di una crisi diplomatica con la nazione asiatica.

Lo scorso martedì McCallum, liberale di lungo corso, ha affermato di ritenere che la Wanzhou abbia buone probabilità di vincere il procedimento giudiziario per evitare l’estradizione negli Usa ed ha elencato gli aspetti del caso che potrebbero aiutare la dirigente cinese.

Dopo il polverone sollevato da queste dichiarazioni McCallum ha detto di essersi espresso male ma il giorno seguente, in una intervista rilasciata a StarMetro Vancouver, ha ribadito che sarebbe stato “ottimo per il Canada” se gli Stati Uniti avessero rinunciato alla richiesta di estradizione aggiungendo che se “Stati Uniti e Cina raggiungono un accordo sul caso Meng devono includere la liberazione dei due canadesi detenuti in Cina”. È stato a questo punto che il primo ministro – che inizialmente si era rifiutato di licenziare McCallum – è intervenuto. Troppo tardi secondo Andrew Scheer.

«Questa decisione avrebbe dovuto essere presa giorni fa – ha detto il leader del Progressive Conservative – Trudeau ha mostrato debolezza e ha danneggiato la reputazione del Canada e la nostra capacità di gestire questo importantissimo problema».

Dello stesso parere è la critica per gli a.ari esteri dell’NDP, Hélène Laverdière, che ha affermato che le dichiarazioni inappropriate di McCallum potrebbero complicare il dossier. «Questo caos non ha aiutato i canadesi all’estero e ha causato confusione ovunque», ha detto. Per ora, Jim Nickel, vice capo di missione presso l’Ambasciata del Canada a Pechino, rappresenterà il Canada in Cina come chargè d’affaires.

Intanto le relazioni diplomatiche tra Cina e Canada sono sempre più ai ferri corti: dopo gli arresti di Michael Kovrig and Michael Spavor con l’accusa di rappresentare una minaccia alla sicurezza nazionale e la condanna a morte di Robert Lloyd Schellenberg condannato per traffico di droga è di ieri la notizia del fermo di un canadese di 61 anni che è stato accusato di aver tentato di frodare una società di intrattenimento di 375 milioni di dollari.

Secondo il South China Morning Post il cittadino canadese – del quale non è stata resa nota l’identità – avrebbe tentato di utilizzare documenti falsi per trasferire i soldi dal conto dell’azienda a un conto a Hong Kong. La situazione, a dir poco, si sta complicando sempre di più.

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