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Case di cura, riprese le visite ma serve prudenza

Case di cura, riprese le visite ma serve prudenza

Case di cura, riprese le visite ma serve prudenza

TORONTO – Le visite dei figli e dei familiari agli anziani che risiedono nelle case di cura a lunga degenza sono state interrotte a metà marzo, quando il Covid-19 è entrato prepotentemente nella vita di tutti noi. L’obiettivo era chiaro: “Il virus non doveva entrare” all’interno di quelle strutture – così come nelle case di riposo – dal momento che gli anziani sono soggetti a rischio.

Da ieri in molte delle case di cura dell’Ontario libere dal virus le visite sono riprese anche all’interno ma debbono essere seguite determinate procedure. La scorsa settimana il ministro del Long term care Merrilee Fullerton ha annunciato che ogni residente può avere due visitatori alla volta, purché confermino di aver avuto un test negativo per Covid-19 nelle due settimane precedenti. Naturalmente è necessario anche indossare le mascherine che devono essere fornite dalle case di cura a lunga degenza.

È sempre compito di queste residenze disporre di procedure per la ripresa delle visite e creare un pacchetto informativo per la “prevenzione e controllo delle infezioni” che sarà condiviso con i visitatori. «Questo è un processo sul quale vigileremo e che monitoreremo», ha dichiarato Fullerton.

Del resto sono misure necessarie, queste, nel momento in cui pur se i segnali relativi alla diffusione del coronavirus sono positivi, il rischio di infezione è sempre presente e in queste strutture che ospitano anziani con varie patologie, finisce per essere mortale.

Le misure di contenimento, inizialmente istituite per frenare la diffusione della malattia, sono state allentare ma non bisogna abbassare la guardia.

Il Covid-19 ha fatto strage di anziani in queste case, i morti sono quasi 1.700 cioè circa l’82% dei decessi causati dal virus. Nei mesi scorsi la situazione in queste residenze è stata al centro delle polemiche: numerose class action sono state intentate da familiari di residenti. A mettere benzina sul fuoco – o meglio ad aprire il vaso di Pandora – sono stati i militari inviati in queste residenze per dar man forte: nel loro rapporto hanno messo in luce una situazione raccapricciante fatta di abusi di ogni genere. Proprio per questo il Difensore Civico dell’Ontario, Paul Dubé, ha deciso di avviare un’indagine sulla supervisione della provincia di queste strutture durante la pandemia di coronavirus.

Varie case di cura sono state commissariate dal governo che ha affindato temporaneamente la gestione a strutture ospedaliere: ultima della lista è Villa Colombo di Toronto dove 32 anziani hanno perso la vita mentre quelli contagiati sono ancora 14.

Ora, con la riapertura di queste residenze bisogna rivolgere ai visitatori un appello al buonsenso. Occorre adottare comportamenti virtuosi: il virus non deve rientrare all’interno di queste strutture. Gli anziani non devono più morire di coronavirus. Proteggiamoli.