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Case di cura, rally a Queen’s Park contro Ford

Case di cura, rally a Queen’s Park contro Ford

Case di cura, rally a Queen’s Park contro Ford

TORONTO – Dolore, tristezza, amarezza. E rabbia, tanta rabbia perché la morte di buona parte dei circa 1.800 anziani residenti delle case di cura a lunga degenza poteva essere evitata se solo queste strutture avessero messo in pratica le norme igienico-sanitarie e denunciato la mancanza di personale durante la pandemia di Covid-19.

È questo in sintesi il pensiero delle famiglie che ieri a mezzogiorno hanno manifestato – assieme all’Ontario Health Coalition – davanti a Queen’s Park contro gli attesi cambiamenti del governo Ford alle norme legali e all’assistenza sanitaria.

Il premier sta infatti valutando la possibilità di proteggere alcune aziende private che gestiscono le case di cura dalla responsabilità civile legata al Covid-19.

«Il governo intende cambiare la legge e negarci i diritti di cui godiamo. È inaccettabile», ha detto Cathy Parkes, il cui padre Paul è morto a causa del virus nella Orchard Villa di Pickering. Ora contro la Southbridge Care Homes, che gestisce la struttura, è stata intentata una causa da 1 milione di dollari.

La settimana scorsa Ford non ha fatto mistero di voler concedere una sorta di immunità dalle class action alle le organizzazioni che hanno di‘uso il coronavirus inconsapevolmente. A discolparle sarebbe insomma la buona fede. Le famiglie, che oltre che davanti all’Ontario Legislative Building, hanno organizzato proteste davanti agli uffici degli mpp in ogni angolo dell’Ontario, hanno voluto manifestare tutto il loro dissenso per i disegni di legge 161 e 175 che il governo Ford dovrebbe approvare nelle prossime settimane.

Il Bill 175 ha lo scopo di apportare cambiamenti radicali al modo in cui i servizi di assistenza sanitaria vengono erogati alle persone a casa, privatizzando la supervisione dell’assistenza domiciliare e trasferendo molti poteri nelle mani dei fornitori for profit mentre il Bill 161 è un disegno di legge omnibus che, tra le altre cose, aggiunge nuovi test di certificazione per le class action: quest’ultimo sarebbe uno scudo legale per gli enti che gestiscono le strutture private. E sono numerose le class action già attivate dai familiari che hanno perso i propri cari.

«Il Bill 175 rimuove virtualmente il controllo legislativo e pubblico sull’assistenza domiciliare mentre il 161 rende la giustizia esponenzialmente più difficile da ottenere da parte delle famiglie… Questo è un attacco su due fronti contro i nostri anziani, i disabili e le loro famiglie», ha tuonato Innis Ingram, la cui madre Catherine vive presso la Camilla Care Community a Mississauga.

«Se fosse stato seguito il protocollo di controllo delle infezioni non sarebbero morti – ha aggiunto stizzita Linda Boyce che ha perso il padre Bill e la madre Lucy nella River Glen Haven Nursing Home di Sutton – lo porterò nella tomba. Non smetterò di lottare per loro».

Quando Horwath ha sollevato le rimostranze dei manifestanti durante il Question Period, Ford ha difeso il suo governo. «Le persone che si sono radunate davanti a Queen’s Park vogliono sapere dal premier se qualcuno sarà ritenuto responsabile per quanto successo nelle case di cura a lunga degenza» ha chiesto la leader dell’Ndp.

«Siamo stati molto chiari sul fatto che rivedremo il sistema di assistenza a lunga degenza quando la pandemia sarà finita. Abbiamo annunciato che a luglio sarà al lavoro una commissione indipendente», ha tagliato corto Ford.