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Case di cura, class action contro il governo

Case di cura, class action contro il governo

Case di cura, class action contro il governo

TORONTO – Nessuna tregua. Le case di cura a lunga degenza continuano ad essere nell’occhio del ciclone dopo che la pandemia di Covid-19 ha inaspettatamente aperto le porte sulla triste realtà in queste strutture.

Ultima in ordine di tempo è una class action promossa dai residenti delle case di cura contro la provincia dell’Ontario rea, secondo loro, di essere stata “negligente” nel supervisionarle. Proprio a causa dell’incapacità del governo di sorvegliarle si sono verificate, durante la pandemia di coronavirus, “malattie, di€use ed evitabili, soff€erenze e perdite di vite umane”.

Nell’azione legale viene anche menzionata la violazione della Canadian Charter of Rights and Freedom. “Per troppo tempo, gli anziani ammalati sono stati ignorati in questa provincia – ha dichiarato Kirk Baert, partner dello studio legale Koskie Minsky LLP sul sito web dell’azienda – ora che si trova di fronte a una crisi sanitaria, i fallimenti dell’Ontario sono in bella mostra. Sono i membri più vulnerabili della società e le loro famiglie che debbono a€ffrontare le conseguenze”.

Di tutti i decessi correlati al coronavirus in Ontario, il 64,3% ha interessato i residenti nelle case di cura. Dei 31.544 casi di Covid-19 della provincia, il 16,8% si è verificato tra i residenti delle strutture di assistenza a lungo termine. Dall’inizio della pandemia di coronavirus, sono state intentate diverse cause legali contro case di cura a lungo termine dell’Ontario, tra cui Altamont Care Community, di proprietà di Sienna Senior Living, nonché Revera Inc.

Il mese scorso c’è stata la pubblicazione da parte dell’esercito canadese – stanziato in cinque case in grande dišcoltà – di un rapporto preoccupante che mette in luce accuse gravissime come il “palese disprezzo” per le misure di controllo delle infezioni, l’abbandono e l’abuso dei pazienti, le infestazioni di scarafaggi e il cibo marcio.

Il 1º giugno il Difensore Civico dell’Ontario Paul Dubé ha annunciato una indagine sulle case di cura “per determinare le cause e trovare soluzioni durature”.

Dopo lo scoppio dei focolai di Covid la gravità della situazione è emersa nella sua totale interezza. Le case di cura così come il governo – che per lungo tempo ha negato l’esistenza di problemi – sono ora al centro delle polemiche e della rabbia e frustrazione dei familiari degli anziani maltrattati e morti per varie cause, Covid incluso.

Non è stato il coronavirus, infatti, ad uccidere il 29 maggio Pietro Bruccoleri, 82 anni, residente della Woodbridge Vista: gli ispettori stanno indagando sull’ “abbandono” in quanto l’anziano, è morto per malnutrizione. “Inedia”, ha riferito il coroner che ha determinato la causa del decesso. «Ci dicevano che stava bene – dice addolorata la figlia Rina Di Salvo – invece mio padre era ridotto pelle e ossa, in una stanza dove si soff€ocava per il caldo».

Intanto il governo dell’Ontario ha allentato ieri le restrizioni alle visite dei familiari. Sarà un “riavvio cauto”, ha detto il premier Ford, ed avrà inizio il 18 giugno quello che interesserà oltre alle case di cura anche quelle di riposo.

Nelle case di cura a lunga degenza, a ciascun residente sarà consentita – solo all’aperto – la visita a settimana di una singola persona. Le case di riposo consentiranno visite interne ed esterne in aree designate o nelle suite dei residenti quando sarà possibile mantenere la distanza fisica.

I familiari fremono per poter visitare i propri cari ma questi, ha detto il premier, sono ambienti “vulnerabili”: «Dobbiamo essere molto, molto prudenti e mettere in pratica i protocolli già stabiliti», ha detto ieri Ford.