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Caos scuola, la ribellione di staff e docenti 

Caos scuola, la ribellione di staff e docenti 

Caos scuola, la ribellione di staff e docenti 

TORONTO – Prima o poi sarebbe dovuto succedere. Di fronte al caos scuola, all’inadeguatezza del piano del governo, all’evidente impreparazione dei provveditorati di fronte all’emergenza, alcuni lavoratori del settore hanno deciso di incrociare le braccia.

Ieri mattina il personale non docente della Glamorgan Junior Public School di Scarborough, insieme ad alcuni insegnanti dell’asilo, si sono rifiutati di entrare nella scuola dopo che il ministero della Sanità ha confermato la presenza di 11 casi di Covid-19, costringendo peraltro altri 58 studenti all’auto isolamento a casa.

Non si tratta di uno sciopero vero e proprio – quello è regolamentato dalla legge e deve seguire determinate dinamiche e tempistiche – ma la decisione di non mettere a repentaglio la propria salute di fronte all’inefficacia dei protocolli e delle linee guida messe in piedi proprio per garantire la sicurezza nelle scuole di studenti, insegnanti e personale non docente.

La richiesta da parte di chi ha deciso di non entrare nell’edificio è solamente una: chiudere temporaneamente la scuola.

D’altro canto la situazione di crisi che si sta vivendo alla Glamorgan Junior Public School non è certo una novità in Ontario. Solamente ieri, secondo i dati diffusi dal governo, nelle scuole dell’Ontario si sono registrati 71 nuovi casi di positività e tra questi 41 studenti.

Dall’inizio del nuovo anno scolastico, in tutta la provincia si sono avuti 2.230 casi di Covid 19. Solamente nelle ultime due settimane, quando la curva del contagio ha subito una preoccupante impennata, nelle scuole i casi conclamati sono stati 892.

Per quanto riguarda invece i singoli studenti, i casi di Covid 19 dalla riapertura delle scuole sono stati 1.238. Intanto negli ultimi giorni è stata decisa la chiusura di una scuola a Woodbridge a causa della scoperta di numerosi casi di Covid-19: si tratta della Elder’s Mills Public School, che non potrà riaprire prima dell’11 novembre.

Questo è il contesto preoccupante sul quale si sta sviluppando un nuovo fronte all’interno del settore dell’istruzione in Ontario. E mentre gli studenti, i professori e il personale non docente sono costretti a pagare in prima persona l’assoluta inefficacia dei piani degli School Board, i principali provveditorati di Toronto sono impegnati in tutt’altro.

Il Toronto District School Board ha lanciato l’allarme perché rispetto allo scorso anno accademico mancano all’appello diverse migliaia di studenti, le cui famiglie evidentemente hanno deciso di optare per altre soluzioni di fronte alla minaccia costituita dalla pandemia: la fuga di massa ha provocato un buco di almeno 42 milioni di dollari.

Il Toronto Catholic District School Board invece è impegnato in uno scontro interno su codice etico e i diritti umani: temi di nessun interesse per le famiglie in questo momento, nel bel mezzo della seconda ondata della Pandemia.

Insomma, gli ingredienti ci sono tutti per un atto di coraggio del ministro dell’Istruzione pubblica Stephen Lecce: l’immediato commissariamento dell’intero provveditorato, che ha già mostrato di non essere capace di gestire l’ordinaria amministrazione, figuriamoci la crisi provocata dalla pandemia.