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Cannabis, notte di festa e ordini a gogò

Cannabis, notte di festa e ordini a gogò

TORONTO – Al pari dei veglioni di capodanno, le feste organizzate in tutto il Canada nella notte tra martedì e mercoledì, sono state caratterizzate dall’euforia e dalla voglia di celebrare. Il conto alla rovescia, in attesa della mezzanotte, è stato scandito con enfasi.

L’addio all’era del proibizionismo ha segnato l’inizio di una svolta epocale.

Da oggi il Canada è il secondo Paese al mondo, dopo l’Uruguay, dove è legale la vendita, il possesso e l’uso della marijuana a scopo ricreativo. Allo scattare della mezzanotte in Newfoundland e Labrador – che a causa del fuso orario è 30 minuti avanti rispetto al resto del Canada Atlantico – sono partite le prime vendite legali di cannabis con centinaia di persone in fila fuori dalle rivendite. Il primo acquirente di cannabis è stato il residente di St. John’s, Ian Power, 46 anni. «Incornicerò il primo grammo di marijuana che ho appena acquistato – ha detto Power – corredandolo di data e ora, non ho intenzione di fumarlo». A mettere in luce l’imponente giro di affari che verrà, è stato il premier dell’Ontario Doug Ford che ha quantificato in 38mila gli ordini online fatti nelle prime quattro ore seguenti la legalizzazione.

Ma anche se l’entusiasmo del popolo della marijuana – consumatori e coloro che hanno fiutato il grosso giro d’affari che porterà – è alle stelle, i problemi da risolvere sono tantissimi. Di certo il periodo che seguirà la fatidica data del 17 ottobre sarà caratterizzato da scossoni di ogni genere. Ogni provincia ha approvato norme della legge quadro voluta dal primo ministro Trudeau.

In Ontario, ad esempio – in base allo Smoke-free Ontario Act – sarà permesso fare uso di marijuana in tutti i luoghi pubblici dove è possibile fumare sigarette ma il consiglio comunale di Markham non condivide questa direttiva. Poche ore prima della legalizzazione ha quindi votato all’unanimità il divieto di fumare cannabis nei parchi e negli spazi pubblici. Il sindaco di Markham, Frank Scarpitti, ha detto che mentre esiste ancora una “varietà di opinioni” in merito al consumo di cannabis, la maggior parte dei residenti hanno manifestato la preoccupazione di sentire l’odore ‘sgradevole’ della marijuana per le strade. La legge locale ha quindi optato per la limitazione dell’uso della cannabis alle proprietà private, rendendo illegale fumare la droga su marciapiedi, nei parchi, parcheggi e tutte le strutture commerciali e di proprietà della città.

Sempre poco prima che la legalizzazione diventasse realtà il premier dell’Ontario Doug Ford ha scritto a Trudeau chiedendo al governo federale di dare ai poliziotti gli strumenti necessari per poter riconoscere i conducenti che a causa della droga non dovrebbero mettersi al volante. In un discorso all’Ontario Provincial Police Association, Ford ha usato toni ancor più duri. «I liberali federali hanno approvato una legge per legalizzare la cannabis ricreativa ma hanno lasciato alle province il compito di mettere ordine nello scompiglio creato», ha detto Ford.

Uno scompiglio ancor più grande potrebbe causarlo Canada Post qualora lunedì decidesse di iniziare uno sciopero paventato già da tempo. «La provincia ha un piano di emergenza», ha rassicurato il ministro delle Finanze Vic Fedeli rifiutando però di elaborare.

Intanto ieri è stato approvato il disegno di legge del governo Ford che modifica la legislazione più severa passata dai liberali della Wynne e che permette di fumare cannabis ovunque sia permesso fumare le sigarette.

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