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Canada, nel 2018 uccise 148 donne

Canada, nel 2018 uccise 148 donne

TORONTO – Una donna uccisa, in media, ogni 2.5 giorni. È impressionante il numero dei casi di femminicidio in Canada nel 2018.

«Il primo rapporto annuale del Canadian Femicide Observatory for Justice and Accountability – chiamato “#CallItFemicide” – è stato reso pubblico ieri in seguito all’invito delle Nazioni Unite affinché i paesi possano seguire meglio gli omicidi di donne – ha detto l’autrice principale Myrna Dawson, direttore dell’Osservatorio e docente all’Università di Guelph – la frequenza con la quale accadono è stata chiara quando abbiamo monitorato tutto questo quotidianamente.

Le donne sono ancora più a rischio con gli uomini con cui hanno relazioni affettive o di cui dovrebbero essere in grado di fidarsi».

L’obiettivo dello studio, almeno in parte, è quello di riconoscere la di. erenziazione del femminicidio rispetto alle agli altri fenomeni omicidi in modo che il femminicidio possa essere meglio compreso e prevenuto.

«Il contesto in cui donne e ragazze vengono uccise è molto diverso perché spesso perdono la vita per mani di persone che conoscono, e questo è in contrasto con i maschi che sono spesso uccisi da conoscenti e sconosciuti – ha detto Dawson – chiamarlo per quello che è e riconoscere la distinzione sottolinea il fatto che abbiamo bisogno di diversi tipi di prevenzione».

Dal rapporto emerge che 148 donne e ragazze sono state uccise in 133 incidenti nel 2018, con 140 persone accusate per la loro morte. In 12 dei 133 casi, nessuno è stato accusato.

In alcuni casi i responsabili sono più di uno. Oltre il 90% degli accusati erano uomini. Mentre il 21% delle donne è stata presumibilmente uccisa da uno sconosciuto, il 53% sarebbe stata assassinata dal partner mentre nel 13% dei casi la responsabilità ricadrebbe su membri maschi della famiglia.

I numeri e le informazioni demografi che menzionati nello studio sono stati estratti dai resoconti dei media relativi ai decessi. Dawson ha dichiarato che le informazioni provenienti dai media sono state facilmente accessibili e accurate almeno quanto quelle provenienti da fonti ufficiali.

Ma il rapporto fa notare che nei prossimi anni, man mano che questi casi procederanno attraverso il sistema giudiziario, i ricercatori esamineranno i record dei tribunali per tenere traccia degli aggiornamenti.

Dawson ha aggiunto che ci sono alcuni dati demografi ci rappresentati in modo sproporzionato nelle statistiche. Ad esempio, lo studio indica che le donne indigene rappresentano solo circa il 5% della popolazione, ma costituiscono il 36% delle donne e delle ragazze uccise con la violenza.

Il 34% delle donne e delle ragazze sono state uccise nelle zone rurali, dove vive solo il 16 per cento della popolazione. «Comprendere questi problemi è la chiave per prevenire ulteriori femminicidi – ha detto Julie Lalonde, avvocato per i diritti delle donne – ad esempio i finanziamenti per i centri di soccorso violenza sessuale e per quelli di accoglienza a disposizione delle donne sono distribuiti su base pro capite in Ontario, il che rende le donne di aree scarsamente popolate maggiormente svantaggiate».

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