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Campagna al via, parte la caccia al voto degli indecisi

Campagna al via, parte la caccia al voto degli indecisi

TORONTO – Inizia la campagna elettorale e in Canada parte la caccia al voto degli indecisi.

Ieri mattina il primo ministro Justin Trudeau è salito alla Rideau Hall di Ottawa per incontrarsi con il governatore generale Julie Payette e chiedere lo scioglimento della House of Commons, ultimo atto formale in questa 42ª legislatura che apre le porte a una campagna che si preannuncia infuocata e piena di incertezze.

“I canadesi dovranno prendere una decisione molto importante – ha dichiarato il leader liberale – in questi quattro anni abbiamo fatto molte cose insieme, ma la verità è che abbiamo appena iniziato un percorso che deve essere completato. Ora i canadesi dovranno decidere. Vogliamo tornare indietro verso le politiche fallimentari del passato, oppure vogliamo continuare a guardare avanti? È una scelta, chiara. Io propongo di andare avanti, includendo tutti”.

Ma proprio ieri è tornato prepotente nell’agenda della campagna elettorale lo scandalo SCN Lavalin, con le rivelazioni fatte dal Globe and Mail sul presunto stop voluto dal governo di fronte alle indagini avviate dalla polizia federale.

Andrew Scheer ha ovviamente colto la palla al balzo, attaccando a muso duro il primo ministro uscente per “mancanza di trasparenza”. “Trudeau – ha sottolineato il leader conservatore – ha perso l’autorità morale per governare. Le notizie di oggi dimostrano come non ci possiamo più fidare di lui”. “Trudeau dirà qualsiasi cosa – ha poi aggiunto – pur di coprire i suoi scandali e dirà qualsiasi cosa pur di farsi rieleggere. Ma i canadesi non crederanno a ciò che dirà”.

I singoli leader, con l’avvio della campagna elettorale, hanno scelto strategicamente i primi distretti dove fare sentire la loro presenza.

La scelta non è stata causale, ma rientra nella valutazione complessiva dei rapporti di forza emersi negli ultimi sondaggi e della necessità di convincere quella fascia di elettorato che ancora non ha deciso definitivamente per chi votare alle prossime elezioni.

Scheer, ad esempio, sa perfettamente che il suo possibile successo alle urne passa per i risultati dei tory in Ontario e in Quebec, visto che Alberta, Manitoba e Saskatchewan voteranno in massa per lui.

In mattinata Scheer ha raggiunto il distretto di Trois-Rivières, dove il deputato uscente dell’Ndp Robert Aubin secondo i sondaggi non ha alcuna possibilità di essere rieletto, essendo fermo al 7 per cento delle intenzioni di voto.

In questa circoscrizione il candidato dei conservatori Yves Lévesque è al 30,8 per cento, molto vicino alla candidata grit Valérie Renaud-Martin, che viaggia attorno al 32,2 per cento.

Sempre ieri Scheer ha partecipato a una manifestazione nel distretto di Vaughan-Woodbridge. Qui, secondo le proiezioni di338canada.com, il deputato liberale uscente Francesco Sorbara si troverebbe al 42,6 per cento mentre la candidata conservatrice Teresa Kruze è al 42,8 per cento. Si tratta quindi di due distretti chiave, che i conservatori vogliono conquistare.

Trudeau invece ha iniziato la sua campagna elettorale nel distretto di Vancouver-Kingsway, in British Columbia, dove la candidata liberale Tamara Taggart tallona nei sondaggi il deputato uscente, l’ndippino Don Davies. Jagmeet Singh ha scelto London per dare il via alla campagna elettorale della sinistra canadese.

Il leader neodemocratico sa perfettamente che la tenuta del partito, che molti analisti vedono in lotta per la sopravvivenza politica alla House of Commons, passa per alcune aree dell’Ontario tradizionalmente arancioni: London quindi, ma anche Hamilton e il Sud della provincia.

Elizabeth May ha invece deciso di inaugurare la campagna in British Columbia, provincia dove i Verdi sono particolarmente forti e dove contano di eleggere non meno di quattro-cinque deputati.

Maxime Bernier è partito da Toronto con una manifestazione insieme a Renata Ford, vedova dell’ex sindaco Rob Ford e candidata nelle fila del neonato People’s Party.

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