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Budget tra tagli, slogan e poco per l’economia

Budget tra tagli, slogan e poco per l’economia

TORONTO – È un budget dalle mille contraddizioni quello presentato da Vic Fedeli giovedì scorso.

La Manovra 2019, al di là delle dichiarazioni di facciata, scontenta un po’ tutti. A destra, chi voleva una Finanziaria lacrime e sangue all’insegna del controllo della spesa pubblica e del taglio agli sprechi è rimasto deluso dalla continuità che si registra tra il primo budget del governo Ford e l’ultimo targato Charles Sousa dell’esecutivo liberale guidato da Kathleen Wynne.

L’ex ministro delle Finanze, nella primavera del 2018, aveva previsto una Manovra da 163,5 miliardi di dollari per l’anno fi scale 2019-2020: il suo successore si è presentato a Queen’s Park con una legge di bilancio di 163,4 miliardi. Ma non solo.

Il Progressive Conservative ha vinto le elezioni provinciali dello scorso giugno sulla base di una piattaforma programmatica che ruotava attorno al taglio del deficit e al pareggio di bilancio.

Nella Finanziaria presentata la scorsa settimana, l’eliminazione del deficit è stata messa in calendario per l’anno fiscale 2023-2024, cioè nella prossima legislatura. Ma mettiamo le cose in ordine.

Nel Budget conservatore i tagli ci sono, eccome. Peccato che nella maggior parte dei casi vadano a toccare settori sensibili che avrebbero invece avuto bisogno di ulteriori sforzi di spesa.

Stiamo parlando in generale del settore scolastico, dove è già stata messa in cantiere una progressiva riduzione della spesa che porterà al taglio di migliaia di insegnanti, a classi più affollate e all’eliminazione di programmi di sostegno. Stesso discorso per la sanità: secondo il watchdog fi nanziario della Provincia, il governo dovrà spendere 70,3 miliardi di dollari entro l’anno fiscale 2021-2022 per mantenere l’attuale standard nei servizi erogati dal sistema sanitario dell’Ontario, ma nel Budget è prevista una spesa in questo settore di 65,3 miliardi di dollari. All’appello mancano 5 miliardi di dollari e le ripercussioni saranno molto pesanti.

Tagli significativi anche sul fronte immigrazione. Nella Manovra,
infatti, è da registrare la riduzione del 30 per cento dei fondi destinati a Legal Aid Ontario, i servizi legali offerti agli immigrati, una decisione questa che è stata criticata con forza anche dall’Ontario Bar Association.

Ma ciò che preoccupa, in questa Finanziaria, è la mancanza di provvedimenti di rilancio dell’economia e di sostegno alla crescita. L’economia mondiale si sta avviando verso una nuova fase recessiva, con i rallentamenti di economie-locomotiva come quella cinese e quella tedesca, con la Brexit dietro l’angolo che potrebbe mettere a repentaglio gli equilibri economici nel Vecchio Continente, senza dimenticare le tensioni post Nafta tra Stati Uniti e Canada che ci hanno lasciato in eredità i dazi doganali su acciaio e alluminio.

Di fronte a questo scenario, con la Gm che abbandona Oshawa lasciando a spasso migliaia di operai, con la Fiat Chrysler che riduce il personale a Brampton, il governo non ha presentato alcuna strategia per la protezione e il rilancio della nostra già fragile economia.

Il piano di investimenti nelle infrastrutture nella metropolitana di Toronto resta un progetto – da oltre 28 miliardi – solo sulla carta, pieno di incognite sulla sua reale fattibilità.

Cosa ci rimane, allora? L’interesse quasi ossessivo per la birra e gli alcolici: dopo il buck a beer (la birra a un dollaro, esperimento tra l’altro naufragato con risultati disastrosi), con il Budget sono arrivati il via libera al tailgate (consumo di birra nei parcheggi prima degli eventi sportivi), l’ok a bar e ristoranti a servire alcolici già dalle 9 di mattina, la facoltà concessa ai Comuni di permettere il consumo di alcol nei parchi pubblici, la futura liberalizzazione della vendita degli alcolici nei corner store. Insomma, libera birra in libero Stato.

Ma la vera chicca di questa manovra è la decisione epocale di modificare lo slogan sulle targhe delle auto. Un provvedimento che evidentemente cambierà il futuro della nostra provincia. Da ora in poi, finalmente l’obsoleta “Yours to discover ¯ sarà sostituita da un più rassicurante “Place to grow¯. E con questo, una buona parte dei problemi degli abitanti dell’Ontario è stata risolta.

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