CorrCan Media Group

Boeing 737 Max, scatole nere a Parigi

Boeing 737 Max, scatole nere a Parigi

TORONTO – Disagi inaspettati sono quelli in cui stanno incorrendo i viaggiatori dopo che Canada e Stati Uniti si sono unite alla lista che annovera 40 Paesi che hanno imposto l’alt al modello del velivolo precipitato in Etiopia, il 737 Boeing Max 8.

La decisione di sospendere i voli con il modello della Boeing oggetto di polemiche in tutto il mondo circa la sua sicurezza è arrivata nella settimana del March Break quando cioè migliaia di canadesi hanno raggiunto luoghi di vacanza: nei passeggeri serpeggia la paura mentre trovano difficoltà e ritardi nel riprenotare i loro viaggi.

Più di 40 paesi hanno ora messo a terra o bandito il Max 8 dal loro spazio aereo per motivi di sicurezza preoccupazioni e possibili parallelismi con un incidente del 29 ottobre che ha visto lo stesso tipo di aerei precipitare nel Mar di Giava, uccidendo 189 persone.

Tra i primi Stati a lasciare a terra gli aerei dello stesso tipo erano state Cina, Etiopia, Indonesia, Malesia, Mongolia, Isole Cayman, Singapore, Australia e Argentina.

La stessa Boeing ha detto di «continuare ad avere fiducia nella sicurezza dei 737 Max» ma che «per eccesso di cautela» è d’accordo con la scelta di non far volare i suoi Boeing 737 Max.

Ieri le scatole nere del volo della Ethiopian Airlines precipitato domenica ad Addis Abeba sono state inviate a Parigi per essere analizzate.

La notizia è stata resa nota dalla compagnia aerea, dopo che l’Etiopia aveva scelto di a.dare alla Germania le scatole nere del Boeing 737 Max ma l’ente federale tedesco per gli incidenti aerei aveva declinato la richiesta per “mancanza del software necessario” ad analizzarle.

La notizia è stata resa nota dalla compagnia aerea, dopo che l’Etiopia aveva scelto di a.dare alla Germania le scatole nere del Boeing 737 Max ma l’ente federale tedesco per gli incidenti aerei aveva declinato la richiesta per “mancanza del software necessario” ad analizzarle. I due registratori di volo sono stati danneggiati nello schianto e l’estrazione dei dati appare complessa.

L’Etiopia aveva annunciato di volerli inviare in Europa perché non dispone della tecnologia necessaria alla lettura dei dati. Non c’è ancora certezza su cosa, di preciso, abbia causato gli incidenti di pochi giorni fa in Etiopia e quello di alcuni mesi fa in Indonesia.

È però certo che in alcuni aspetti i Boeing 737 Max 8 funzionino diversamente da altri modelli, e si pensa che i problemi abbiano a che fare con un sistema di manovra noto come MCAS, una parte del software di controllo di volo degli aerei in questione.

Secondo dati citati e analizzati dal New York Times, sia il volo indonesiano che quello etiope potrebbero essere caduti a causa di un’errata segnalazione di uno dei sensori che serve ai piloti per capire se ci sia o meno il rischio di stallo (una riduzione della portanza, la forza che permette di rimanere in volo).

In tutto il mondo ci sono più di 300 Boeing 737 Max 8 appartenenti a 47 compagnie aeree, più altre decine che erano stati ordinati da diversi vettori commerciali.

Secondo i dati dell’affidabile sito Flightradar24, in una normale settimana c’erano più di ottomila voli fatti con dei Boeing 737 Max 8. Il 737 Max 8 è in commercio da un paio di anni ed è stato uno dei più importanti successi commerciali per Boeing. Si stima che le sue vendite producano ricavi annui pari a 30 miliardi di dollari, secondo le analisi di Bloomberg.

Il New York Times ha scritto: «Se le informazioni sul volo Ethiopian Airlines dovessero suggerire che l’incidente ha avuto a che fare con il software, le conseguenze per Boeing potrebbero essere gravi».

More in Redazione