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Bernier: taglio immigrati, barriere anti-rifugiati

Bernier: taglio immigrati, barriere anti-rifugiati

TORONTO – Taglio del numero degli immigrati, stop ai ricongiungimenti familiari, barriere anti-rifugiati al confine e test sui valori per chi vuole venire in Canada.

È un programma “trumpiano” quello presentato a Mississauga da Maxime Bernier, ex ministro del governo Harper oggi leader del neonato People’s Party of Canada.

Il parlamentare quebecchese ha rotto gli indugi e ha presentato la piattaforma elettorale con la quale, in vista del voto di ottobre, spera di fare breccia nell’elettorato canadese, andando a cercare consenso a destra.

Bernier decide quindi di giocare la carta sovranista, quella che negli ultimi anni ha fatto la fortuna dell’attuale inquilino della Casa Bianca, di Matteo Salvini in Italia e di Boris Johnson in Gran Bretagna.

L’ex ministro degli Esteri propone uno stravolgimento delle politiche migratorie seguite dal governo canadese negli ultimi anni. Si parte dal taglio drastico del numero di immigrati ammessi ogni anno: degli attuali 350mila, Bernier propone di arrivare a non più di 100mila- 150mila. “Il Canada deve guardare prima ai propri cittadini – ha detto – e si deve focalizzare sugli immigrati che portano benefici economici per il Paese”.

Il governo, continua Bernier, deve anche ridimensionare il programma di ricongiungimenti familiari per gli immigrati. “Capisco perché i nuovi arrivati vogliano portare qui anche il resto della loro famiglia estesa, inclusi i più anziani che potranno beneficiare del nostro sistema sanitario. Ma noi non possiamo diventare il Welfare State dell’intero pianeta”.

“L’immigrazione di massa – ha aggiunto il leader del People’s Party – e il multiculturalismo estremo vanno fermati, perché queste politiche potrebbero condurci a conflitti sociali e potenzialmente alla violenza _. “Il multiculturalismo è una bugia basata sull’idea che tutte le culture siano uguali. Una bugia che distrugge il nostro retaggio democratico liberale occidentale e i valori basati sui diritti e le libertà individuali”.

Bernier, quindi, identifica il vero nemico da combattere a tutti costi: “È l’islamismo o l’Islam politico che minaccia i nostri valori e il nostro modo di vivere_. Ecco allora – è questo il ragionamento di Bernier – che il governo deve porre un freno all’immigrazione che porta con sé questi valori. E dovrebbe farlo – continua – con una sorta di test, fatto da un giudice dell’immigrazione, che certifichi l’aderenza dei valori del migrante con quelli canadesi. L’ex ministro, infine, propone di costruire una barriera al confine tra gli Stati Uniti e il Quebec per frenare il flusso di rifugiati richiedenti asilo che dagli States raggiungono il nostro Paese.

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