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Autismo, rally dei genitori a Queen’s Park

Autismo, rally dei genitori a Queen’s Park

TORONTO – Centinaia di genitori, terapeuti e membri del sindacato si sono radunati ieri mattina di fronte a Queen’s Park per protestare contro le modifiche del governo provinciale al programma per i bambini autistici dell’Ontario.

Da quando lo scorso mese il ministro dei bambini, servizi sociali e della comunità Lisa MacLeod, ha annunciato che al fine di cancellare una lista d’attesa di 23.000 bambini i bimbi con autismo riceveranno un finanziamento diretto per le cure, è guerra aperta con i genitori.

Il ministro MacLeod ha stabilito che le famiglie riceveranno fino a 20mila dollari all’anno per le cure dei bambini al di sotto dei sei anni e 5mila all’anno per i bambini dai sei ai 18 anni, ma la terapia intensiva può costare fino a 80mila dollari all’anno.

Quel che i genitori chiedono è che i finanziamenti siano basati sui bisogni individuali dei bambini invece che sulla loro età. Oltretutto il nuovo programma dovrebbe prendere il via il 1º aprile ma i dettagli su come funzionerà rimangono ancora un mistero.

I genitori continuano a organizzare rally di protesta che i cambiamenti previsti possano essere cancellati.

Secondo Kristen Visser, mamma di una bimba di sei anni che necessita delle cure, il ministro sta facendo orecchie da mercante dal momento che ignora completamente le rimostranze delle famiglie in tutta la provincia.

Tina Walker, i cui bambini soンrono di disturbi dello spettro autistico ritiene che aiutare i bambini sia più importante che continuare a sostenere una riforma sbagliata.

Il costo delle cure nei centri specializzati è talmente elevato – per il programma a tempo pieno si aggira sugli 80mila dollari all’anno – che i genitori si trovano in una situazione disperata non potendo permettersi di pagare una somma di denaro del genere.

Tutti i manifestanti sono dell’idea che il governo del Progressive Conservative non abbia consultato gli esperti circa i cambiamenti e abbia generato modifiche “casuali e arbitrarie che non sono di aiuto per nessuno”.

Alla manifestazione di protesta sul prato di fronte a Queen’s Park non è intervenuta l’mpp di Nepean che due giorni fa ha detto di aver ricevuto “intimidazioni credibili”. «Il tono del dibattito mi ha causato qualche preoccupazione per la mia sicurezza personale», ha detto la MacLeod.

L’ufficio del ministro ha affermato che le minacce contro la vita della MacLeod sono state fatte attraverso i social media e per telefono. Un portavoce ha detto che la polizia è stata contattata.

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