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Arabia Saudita, via l’ambasciatore del Canada

Arabia Saudita, via l’ambasciatore del Canada

TORONTO – L’Arabia Saudita ha dichiarato “persona non grata” l’ambasciatore canadese a Riad, Dennis Horak, e ha richiamato in patria per consultazioni il proprio rappresentante diplomatico a Ottawa. Oltre ad espellere il rappresentante diplomatico l’Arabia Saudita ha congelato tutti i nuovi investimenti e gli scambi commerciali con il Canada a causa di “interferenze” negli affari interni del regno da parte di Ottawa. La decisione di interrompere i rapporti diplomatici con il Canada segue una dichiarazione del ministero degli Esteri canadese di venerdì scorso in cui il governo si diceva “estremamente preoccupato” in seguito agli arresti di numerosi attivisti per i diritti umani nel regno, tra cui la arabo-americana Samar Badawi. Il ministero degli Esteri saudita ha definito la posizione canadese “un attacco” al regno ed ha sottolineato che “non accetterà alcuna forma di interferenza” nei suoi affari interni.
Secondo gli analisti la disputa tra Riyadh e Ottawa mostra che l’Arabia Saudita non accetterà alcuna critica esterna e continuerà a mostrare i muscoli all’estero, specialmente perché il regno gode di un rapporto più stretto con il presidente Donald Trump.
«Questo messaggio non è ovviamente inviato solo ad Ottawa – ha detto Giorgio Cafiero, CEO di Gulf State Analytics, una società di consulenza sui rischi con sede a Washington – è un messaggio ai paesi di tutta Europa e nel resto del mondo affinchè sappiano che le critiche all’Arabia Saudita hanno conseguenze». Marie-Pier Baril, portavoce del ministro degli Esteri canadese Chrystia Freeland, ha detto che il Canada è “seriamente preoccupato” per le azioni dell’Arabia Saudita. “Il Canada si schiererà sempre per la protezione dei diritti umani, compresi i diritti delle donne e la libertà di espressione in tutto il mondo – recita un comunicato stampa – il nostro governo non esiterà mai a promuovere questi valori e crede che questo dialogo sia fondamentale per la diplomazia internazionale”. Samar Badawi e Nassima al Samar Badawi e Nassima al-Sada sono state arrestate all’inizio della scorsa settimana. Entrambe sono state ripetutamente prese di mira, molestate e sottoposte al divieto di viaggiare per le loro denunce sull’abuso dei diritti umani. «Questo livello senza precedenti di persecuzione dei difensori dei diritti umani in Arabia Saudita è un segnale inquietante del fatto che la repressione è lungi dall’essere conclusa – ha affermato Lynn Maalouf, direttore di ricerca in Medio Oriente di Amnesty International – queste donne coraggiose rappresentano le ultime tracce della comunità dei diritti umani nel paese, e ora anche loro sono in carcere. La nuova leadership dell’Arabia Saudita sotto il Principe ereditario Mohammad bin Salman ha eliminato ogni spazio per la difesa della libertà», ha proseguito Maalouf. Badawi, sorella del blogger imprigionato Raif Badawi, condannato a 10 anni di carcere e a mille frustate per aver creato un sito web per il dibattito pubblico, è stata arrestata anche nel 2016. Al-Sada ha portato avanti per molti anni una campagna per i diritti civili e politici, per i diritti delle donne e della minoranza sciita nella provincia orientale del Paese. Ha provato a partecipare alle elezioni municipali del 2015, ma è stata bandita. Ha anche fatto una campagna per il diritto delle donne di guidare e per la fine del sistema repressivo di tutela dei maschi.

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