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Anziani e clima, le sfide del prossimo decennio

Anziani e clima, le sfide del prossimo decennio

TORONTO – Saranno i cambiamenti climatici e l’invecchiamento demografico a caratterizzare il prossimo decennio in Canada. Sono queste le conclusioni del rapporto “Navigating the 2020s” stilato dall’Rbc.

“Entro il 2030, l’economia canadese potrebbe apparire significativamente diversa – aff­erma lo studio pubblicato ieri – un paese la cui identità economica è stata a lungo legata all’estrazione di risorse naturali accelererà la sua trasformazione in un’economia dei servizi”.

Secondo lo studio l’invecchiamento della popolazione metterà i governi di fronte a problematiche importanti come l’aumento dei costi sanitari e dei servizi di assistenza. Si prevede infatti che nel 2030, 650.000 persone vivranno nelle case di riposo o in quelle di cura: 200.000 anziani in più rispetto a quelli attuali che ammontano a 450.000, che comporteranno un costo aggiuntivo di almeno 140 miliardi di dollari.

Nel frattempo, entro il 2030 la percentuale di canadesi in età lavorativa dovrebbe scendere all’1,7 per ogni giovane e anziano, rispetto ai 2,3 del 2010. Ma le previsioni degli economisti della Royal Bank of Canada non sono rosee neppure per quel che concerne i problemi causati dal cambiamento climatico.

“Un recente rapporto federale ha rilevato che il clima del Canada si è riscaldato di 1,7 gradi C tra il 1948 e il 2016, il doppio del tasso globale – osserva il rapporto dell’Rbc – aff­rontare la crescente urgenza del cambiamento climatico potrebbe influenzare le scelte colturali degli agricoltori canadesi, mettere a dura prova porti e strade costiere, determinare i luoghi per nuovi sviluppi residenziali e aumentare i costi assicurativi. Gli investimenti canadesi nella riduzione e nel controllo dell’inquinamento sono aumentati dieci volte tanto negli ultimi dieci anni e richiederanno ancora più risorse negli anni seguenti il 2020”.

Lo studio “Navigating the 2020s” cita Canada Energy Regulator (Cer) secondo cui entro il 2030 il consumo di energia pro capite diminuirà di quasi il 9% mentre il passaggio dal carbone al gas naturale ridurrà l’intensità delle emissioni.

Inoltre è nelle previsioni che la domanda interna di petrolio e prodotti petroliferi raffinati diminuirà, ma la produzione di petrolio crescerà da 4,9 milioni di barili al giorno nel 2020 a 5,7 milioni di barili nel 2030 grazie all’aumento delle esportazioni.

Citando i dati del Cer il rapporto prevede inoltre che nel prossimo decennio la capacità di produrre energia eolica e solare in Canada aumenterà di quasi il 50% ma rappresenterà solo il 9% della produzione di elettricità nel 2030.

«Vedo il ruolo dell’energia evolversi, nel senso che probabilmente continueremo a vedere una crescita nel settore petrolifero e nel settore elettrico – ha dichiarato Allan Fogwill, ceo del Canadian Energy Research Institute che ha la sua sede a Calgary – la crescita nel settore del gas naturale è strettamente legata alla crescita del gas naturale liquefatto (esportazioni)».

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