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Al via il “Project Community Space”

Al via il “Project Community Space”

TORONTO – Toronto, è innegabile, è stretta nella morsa della violenza armata.

Da due settimane sparatorie e feriti sono la normalità mentre i cittadini chiedono alle forze dell’ordine di trovare il modo di frenare quest’impennata atti criminali.

Ieri il capo della polizia di Toronto Mark Saunders ha detto che userà i 4,5 milioni di dollari che il governo gli ha assegnato, per lanciare un piano di tre mesi chiamato “Project Community Space” per rafforzare la presenza della polizia in aree a rischio di criminalità, costruire migliori connessioni con i gruppi della comunità e controllare proattivamente le persone in libertà su cauzione.

Nel corso di una conferenza Saunders ha a£ermato di “non volere mettere sottosopra i quartieri e le comunità”, ma che gli agenti si impegneranno nel “monitoraggio della conformità della libertà su cauzione” di coloro che sono stati accusati di violenza armata, come parte del programma, che terminerà il 31 ottobre.

Il denaro, ha spiegato Saunders, verrà utilizzato per pagare gli straordinari dei poliziotti “richiamati in servizio” per partecipare a ulteriori dispiegamenti in tutta la città, diretti dalla gun and gang task force.

Tutto questo questo vuol dire, ha aggiunto il chief, l’impiego di ulteriori agenti per pattugliamenti in uniforme, altre volte in borghese: lavoro, questo, che si baserà sulle informazioni raccolte e non avrà nulla a che fare con la pratica del carding di massa nei quartieri emarginati.

«Saremo guidati dalle nozioni in nostro possesso e quindi capiremo le tendenze, dove dobbiamo essere presenti e quale tipo di risorsa occorrerà impiegare», ha aggiunto il chief Saunders.

Il capo della polizia non ha perso occasione per ribadire la sua opinione sulla libertà su cauzione: «nei casi di crimini commessi facendo uso di armi da fuoco a Toronto viene concessa troppo facilmente – ha detto Saunders – la libertà goduta da alcuni degli accusati sta alimentando una serie di crimini con armi da fuoco». Il pugno duro contro chi è accusato di crimini con armi dovrebbe essere applicato.

«Non riesco proprio a capire quale possa essere una scusa valida per rimettere in libertà qualcuno che ha sparato – ha affermato – ci sono casi in cui le persone accusate ottengono la libertà su cauzione a determinate condizioni come gli arresti domiciliari. Se li violano vengono fermati di nuovo e vengono nuovamente sottoposti agli arresti domiciliari. Penso che il fattore dissuasivo non sia così forte come potrebbe essere».

È un commento, questo, che la scorsa settimana ha suscitato critiche da parte del direttore della Criminal Lawyers Association, secondo il quale affermare che le persone accusate di crimini commessi con armi in libertà su cauzione siano i responsabili dell’aumento della violenza armata, è una “enorme assurdità”.

“Se qualcuno non è d’accordo con me, posso portarlo nelle comunità dove può vedere in tempo reale come le persone arrestate per reati con armi da fuoco, poco tempo dopo tornano di nuovo in libertà. È molto frustrante», ha concluso.

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