CorrCan Media Group

Ahmed Hussen, fornitore di menzogne, deve dimettersi

Ahmed Hussen, fornitore di menzogne, deve dimettersi

TORONTO – Ha fallito. Questo è un messaggio emerso dalla sintesi lunga di 18 pagine e dai risultati del Tribunale della Società della Legge (Law Society), Divisione Udienza Giudiziaria, presieduta da Barbara J. Murchie, 4 ottobre 2019. La Law Society aveva indetto l’Udienza allo scopo di esaminare il modus operandi di un avvocato esperto in immigrazione, Richard Boraks, per quanto riguarda i servizi ai clienti associati a un Progetto Pilota per lavoratori privi di documenti, i cosiddetti undocumented workers.

Qualcuno – un altro avvocato, il Ministro dell’Immigrazione o qualche iscritto all’Albo dei Giornalisti – si era davvero impegnato per far sì che la Law Society si lasciasse strumentalizzare per mettere fine al consigliere legale dell’Undocumented Workers Committee (UWC) e così facendo anche lo stesso comitato – l’UWC. Dal 2014 l’UWC, nella sua forma attuale presieduta da Manuel Alexandre, rappresentava gli interessi dei migranti “fuori status”, e delle loro famiglie, nel settore delle costruzioni.

Dato il settore, gran parte della “clientela” per la quale l’UWC sostiene è brasiliana, italiana, portoghese, polacca o ispanica. Per qualsiasi motivo, non sono in grado di soddisfare il livello di inglese richiesto per garantire la residenza permanente (PR).

Non sono indolenti. Al contrario, sono un “bene richiesto” per i loro datori di lavoro in un mercato affamato di lavoratori. Le competenze linguistiche richieste per il cantiere di lavoro sono diverse da quelle accademiche.

Boraks e l’UWC hanno esercitato pressioni, inizialmente riuscite, per una “valutazione sostitutiva”, consentita ai sensi della s. 12 (2) dell’Immigration and Refugee Protection Act (IRPA) e s. 87.2 (4) del suo regolamento fino a quando una direttiva ministeriale nell’ex governo conservatore non insistesse esclusivamente su risultati dai test formali. Fu una manovra freddissima, insensibile e controproducente. Centinaia di famiglie furono deportate. La carenza di manodopera è aumentata. Altri lavoratori cominciarono a lavorare clandestinamente.

Boraks e l’UWC fecero appello alle Corte come parte di una risposta per mantenere legalmente i lavoratori qui fino a quando non sarebbe stata possibile una soluzione – un cambiamento nella politica del governo o del governo stesso. L’alternativa per i lavoratori sarebbe stata quella di trovare un metodo più conveniente: imbrogliare sull’esame pagando per documenti falsificati e sottoporsi al potenziale continuo di revoca della PR. Il cambiamento apparentemente avvenne quando un governo liberale, per volere del ministro McCallum, sotto “discrezione ministeriale” ai sensi di s. 25.2 dell’IRPA, propose un Progetto Pilota limitato, il 22 dicembre 2016, per affrontare la difficile situazione sia dei datori di lavoro che dei loro dipendenti.

I Progetti Pilota non necessitano dell’approvazione del governatore da parte del Consiglio dei Ministri.

Né devono essere necessariamente pubblicati nella Gazzetta governativa: un processo che formalizza le iniziative o i cambiamenti legislativi/ regolamentari del governo. La Law Society ha concordato. I ministri possono annunciarli virtualmente a volontà e il Dipartimento è tenuto a eseguirli.

McCallum è andato oltre. Ha istituito un Comitato del Caucus liberale per aiutare nel processo. Numerosi deputati, dell’area di Toronto e dintorni, tra cui Julie Dzerowicz e Peter Fonseca (il Tribunale non li ha nominati nelle sue conclusioni), sono stati inizialmente attivi nella promozione del Progetto Pilota.

MP Fonseca mise a disposizione il suo ufficio per ricevere e poi consegnare i moduli di domanda compilati al Dipartimento.

L’UWC era chiaramente incoraggiato dagli sviluppi. Molti lavoratori, fidandosi della nuova “boccata d’aria fresca”, si sono fatti avanti e hanno presentato candidature tramite Boraks e compagnia. Un nuovo ministro, Ahmed Hussen – un ex rifugiato arrivato in Canada senza documenti – rilasciava tutte le giuste dichiarazioni assicurativi per i prossimi mesi fino alla fine del 2017.

All’inizio del 2018, la sua attenzione si è spostata. In una completa inversione, Hussen iniziò a negare che il programma fosse mai esistito. I parlamentari, a seguito di tale causa, hanno affermato che non esistevano prove dipartimentali del Progetto Pilota. Era un completo travisamento dei fatti. Immigration Canada, attraverso la CBSA, iniziò ad avviare procedure di rimozione nei confronti dei richiedenti.

A peggiorare le cose, qualcuno ha motivato Sean O’Shea, un giornalista di Global News che si avanza come una specie di vigile per i diritti dei consumatori, ricercò e mandò in onda un servizio ”d’accusa” (una descrizione che lui non accetta) affermando la non-esistenza del Progetto Pilota e, per estensione, così mettendo in discussione l’etica del consulente legale dell’UWC.

Un programma televisivo della Rogers/Omni e un periodico ancora più oscuro di lingua portoghese si buttarono addosso.

Un osservatore obiettivo potrebbe facilmente concludere che si è trattato di una vilificazione micidiale a pieno titolo per mettere a tacere il consulente legale dell’UWC. Boraks ha reagito con una causa contro il Ministro Hussen e O ‘Shea; ma chiaramente la sua pratica ha molto sofferto quando il danno reputazionale ha preso il suo pedaggio. È inquilino nello stesso edificio occupato dai nostri uffici.

Il 28 maggio 2019, la Law Society ha presentato un Avviso di Mozione per sospendere la licenza di Boraks. Chi ha richiesto l’azione non è ancora chiaro. Se avesse avuto successo, la carriera di Boraks sarebbe terminata bruscamente. E contemporaneamente, qualsiasi possibilità, fragile che fosse, di “regolarizzazione dello status” (cioè accesso alla residenza permanente, PR) per gli undocumented workers attraverso un Progetto Pilota o un’amnistia, sarebbe svanita. Ce ne sono centinaia di migliaia di questi senza documenti nella GTHA.

Era una tattica squallida e maliziosa.

Il Tribunale ha impiegato due mesi e mezzo per valutare le prove e la documentazione che aveva ricevuto e ascoltato in cinque giorni di udienza nei mesi di giugno e luglio. Manuel Alexandre dell’UWC, l’avvocato costituzionale Rocco Galati ed il sottoscritto furono convocati come testimoni. L’autore della denuncia, chiunque fosse, non convocò nessuno.

Il Tribunale, nella sua valutazione dei fatti e nell’analisi del reclamo, ha essenzialmente respinto ogni pretesa del querelante, rivendicando Boraks e l’UWC su ogni questione relativa al Progetto Pilota.

Il secondo messaggio che deriva dalla decisione del Tribunale è che il Ministro e i suoi colleghi hanno ideato e promosso dichiarazioni e azioni non supportate dai fatti. Ciò è inaccettabile e ingiustificabile nel nostro processo democratico.

Se fossero persone onorevoli, si dimetterebbero dal loro ufficio pubblico e rinuncerebbero alla possibilità di chiedere la rielezione. Non lo faranno.

Spetterà agli elettori applicare giustizia per l’incalcolabile danno psicologico ed economico che hanno causato alle famiglie deportate, ai loro amici e ai loro datori di lavoro.

Se gli elettori portoghesi e italiani a York South Weston, Mississauga East – Cooksville e Davenport non dimostrerahnno la loro rabbia su questo tema, allora non hanno capito dove sono i loro interessi democratici.

More in Redazione