CorrCan Media Group

500mila iscritti all’AIRE non possono rientrare in Italia

500mila iscritti all’AIRE non possono rientrare in Italia

500mila iscritti all’AIRE non possono rientrare in Italia

TORONTO – Oltre mezzo milione di nostri connazionali iscritti all’Aire, l’anagrafe dei cittadini residenti all’estero, non possono rientrare in Italia perché il governo Conte ha deciso di mettere sedici Paesi, per così dire, ’in quarantena’. Per loro niente rimpatrio per ragioni di sicurezza, neppure previo periodo di autoisolamento da 14 giorni. L’attuale normativa relativa alle “misure urgenti per fronteggiare l’emergenza epidemiologica del Covid-19”, contenuta nei decreti legge e nelle ordinanze emesse dal governo e dal ministero della Salute, stabiliscono – secondo gli autori di una petizione online in materia, una “evidente fra cittadini italiani residenti anagraficamente in Italia e cittadini italiani residenti anagraficamente all’estero, ossia iscritti all’AIRE, violando così l’articolo 3 della Costituzione della Repubblica Italiana”.

I firmatari della petizione chiedono “l’abrogazione della disposizione che riteniamo contraria alla Costituzione (art.3) per quanto risulta evidentemente discriminatoria nel regolare il diritto concesso a tutti i cittadini italiani secondo l’articolo 16 della medesima Costituzione”.

La normativa in questione stabilisce che “è vietato l’ingresso in Italia alle persone che, nei 14 giorni antecedenti, hanno soggiornato o sono transitate per uno dei seguenti Paesi: Armenia, Bahrain, Bangladesh, Bosnia Erzegovina, Brasile, Cile, Kosovo, Kuwait, Macedonia del Nord, Moldova, Montenegro, Oman, Panama, Perù, Repubblica Dominicana e Serbia”. Come si evince, da questo elenco di Paesi è escluso il Canada ed i cittadini italiani che vi risiedono.

Fra le sole eccezioni al divieto ci sono quei cittadini italiani che siano residenti anagraficamente in Italia da data anteriore al 9 luglio 2020. A migliaia hanno aderito alla petizione online, diretta al ministro della Salute Roberto Speranza, al ministro degli Affari Esteri Luigi Di Maio ed al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, con l’obiettivo almeno di essere ascoltati.

E tra chi, in Parlamento, sta già facendo sentire la propria voce – a difesa dei connazionali residenti all’estero, desiderosi di poter rientrare in Italia – è l’onorevole Fucsia Nissoli Fitzgerald, deputata di Forza Italia eletta nella Circoscrizione Estera Ripartizione Nord e Centro America, secondo la quale “continuano ad esserci italiani all’estero, iscritti all’Aire, residenti in quei Paesi da cui non possono tornare in Italia in aereo, neanche facendo la quarantena, a meno che non ci siano gravi motivi di salute, mentre ci sono immigrati che non hanno nemmeno la cittadinanza italiana e arrivano via mare, venendo accolti su navi di lusso per fare la quarantena” ha detto la deputata all’Adnkronos.

“Ho scritto al Presidente Conte – prosegue Nissoli – per rappresentargli il problema degli italiani all’estero, iscritti all’Aire, che necessitano di rientrare in Patria per motivi di salute. Infatti, ho chiesto al Presidente Conte di adoperarsi affinché fosse possibile il rientro in Patria degli italiani all’estero per motivi di salute, anche dei propri familiari. Questo, nella consapevolezza che si tratta di cittadini che, in un momento di estremo bisogno, necessitano di cure mediche che altrove non sono disponibili” ha precisato la parlamentare.

“Molti di loro, infatti – ha proseguito Nissoli – si trovano in Paesi dai quali è stato precluso il rientro proprio dall’ordinanza del Ministro Speranza. Ho fatto appello alla sensibilità del Presidente Conte, oltre gli steccati politici, per venire incontro ai nostri connazionali in difficoltà e far sentire la presenza dell’Italia garantendo loro, nei fatti, quel diritto a rientrare in Patria insito nell’essere cittadini italiani. Auspico che il Presidente Conte prenda presto a cuore la questione perché il tempo corre veloce” ha concluso Nissoli.