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Caos nelle scuole, Lecce ci ripensa: no alla chiusura anticipata

Caos nelle scuole, Lecce ci ripensa: no alla chiusura anticipata

Caos nelle scuole, Lecce ci ripensa: no alla chiusura anticipata

TORONTO – È un governo che naviga a vista, quello dell’Ontario. Un esecutivo che nelle ultime settimane ha cambiato idea su tutto propone, annuncia, si smentisce, fa retromarcia, mostra ottimismo quando la curva del contagio cresce in modo significativo e attiva misure restrittive quando il numero di casi di Covid-19 subisce una contrazione. Una navigazione a vista senza bussola, che evidentemente è stata persa.

Dopo la pessima figura delle raccomandazioni del Chief Public Officer secretate dal premier Doug Ford, dopo la querelle sul Natale – ”saremo tutti in zona verde” per David Williams, ”resteremo dove siamo” per lo stesso Ford e la ministra della Sanità Christine Elliott – il nuovo dietrofront arriva sul fronte scolastico.

Martedì il ministro dell’Istruzione pubblica Stephen Lecce aveva dichiarato ai giornalisti che il governo, insieme agli esperti, stava lavorando a un piano per la potenziale chiusura prolungata delle scuole durante le vacanze di Natale. Alle canoniche due settimane, in sostanza, l’esecutivo pensava di aggiungerne una o due prima o dopo le feste natalizie.

”Mi consulterò con il dottor Williams – questa la posizione di Lecce – e prenderemo una decisione nell’arco di una o due settimane”. Un tempo ragionevole per dare tempo alle famiglie degli studenti per organizzarsi.

Ieri è arrivato il passo indietro. Lecce infatti ha annunciato che dopo un’attenta valutazione dei pro e dei contro, il governo ha deciso di andare avanti con il calendario scolastico entrato in vigore con il nuovo anno accademico.

”Il nostro focus – ha dichiarato il ministro – rimane quello di proteggere i progressi che abbiamo visto nelle nostre scuole questo autunno, affinché gli studenti possano continuare a stare in classe ogni giorno. Ci siamo consultati con il dottor Williams e abbiamo raggiunto la conclusione che il prolungamento della pausa invernale nelle scuole non è necessario in questo momento, visti anche gli stringenti protocolli in vigore in Ontario, il basso livello di trasmissione e la sicurezza nelle nostre scuole”.

Un tempismo perfetto, quello del ministro dell’Istruzione pubblica, con un intervento che arriva proprio nel giorno in cui a Toronto il provveditorato cattolico registra il primo decesso per Covid-19 di una sua dipendente che lavorava alla St. Frances De Sales School.

Sempre ieri, sono stati registrati altri 109 casi di Covid nelle scuole provinciali, per un totale che arriva a quota 3.626 in appena due mesi dall’inizio dell’anno scolastico: solamente nelle ultime settimane i nuovi positivi nelle scuole sono stati 1.121. Siamo di fronte, quindi, a una evidente impennata del contagio negli istituti scolastici della nostra provincia, segno che le linee guida e i protocolli di sicurezza attivati dal governo e dai singoli provveditorati non sono stati particolarmente efficaci.

E su queste continue contraddizioni da parte dell’esecutivo trova logicamente terreno fertile la critica delle opposizioni a Queen’s Park. Proprio ieri la ministra ombra neodemocratica dell’Istruzione pubblica ha attaccato Lecce per il suo repentino dietrofront. ”Il ministro – ha dichiarato Marit Styles – ci deve spiegare per filo e per segno perché abbia fatto una determinata proposta ieri e dopo ventiquattrore abbia improvvisamente cambiato idea. Lecce dovrebbe dirci cosa l’abbia spinto a fare quei commenti ieri e perché abbia modificato la sua posizione oggi”.

Secondo l’Ndp, il governo dovrebbe operare in modo più trasparente in questa difficile fase caratterizzata dalla seconda ondata della pandemia. ”Allo stesso tempo – ha poi aggiunto la ministra ombra ndippina – l’esecutivo dovrebbe investire più soldi per la sicurezza nelle nostre scuole, se la decisione presa è quella di tenerle aperte”.

In questa fase, più che altro, servirebbero delle certezze. Conosciamo perfettamente le difficoltà quotidiane di chi governa, di chi ha l’incarico di gestire una situazione d’emergenza che non ha precedenti e per la quale non esistono ricette sicure capaci di annullare completamente il rischio dell’aumento dei contagi. Allo stesso tempo, però, i cittadini hanno bisogno di un esecutivo capace di valutare la situazione, consultarsi in modo trasparente con le autorità sanitarie della provincia e quelle municipali, vagliare le varie ipotesi e prendere delle decisioni definitive, senza doversi smentire dopo ventiquattrore come sta succedendo un po’ troppo spesso nelle ultime settimane.

Una dinamica, quella appena descritta, che nella prima ondata della pandemia aveva prodotto dei buoni risultati, quando il governo e le autorità sanitarie erano state in grado di arginare in qualche modo la pandemia. Ora lo scenario è completamente diverso e serve riprendere l’approccio della scorsa primavera.