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Vaughan non premia il coraggio di Charline

Vaughan non premia il coraggio di Charline

TORONTO – Con le elezioni suppletive si è chiusa la corsa a trustee dello York Region District School Board (YRDSB). La vera notizia non sta tanto nella vittoria di Nadeem Mahmood, quanto nella defaillance della candidata favorita, Charline Grant.

Il trionfo del professionista informatico sui 13 candidati con 933 voti – il 53 per cento – è avvenuto giovedì scorso in una byelection alla quale pochi hanno prestato attenzione: l’affluenza alle urne è stata infatti del 4 per cento, con 1.750 su 43.160 residenti del ward 1 e 2 di Vaughan che si sono recati ai seggi.

Charline Grant, o “mamma scomoda” come l’abbiamo soprannominata per le sue lotte in qualità di genitore, si è dovuta accontentare di soli 267 preferenze pari in termini percentuali al 15 per cento.

I numeri, è un dato scientifico, non sbagliano mai. La matematica non è di certo un’opinione.

L’interpretazione di questi numeri può però dire molto di più e dare un quadro più completo della situazione.

«Una quantità maggiore di persone hanno votato per me ad ottobre (2161, ndr) rispetto a quanti hanno votato complessivamente adesso… dov’è la democrazia? – ha commentato amareggiata ed esausta la Grant – due elezioni nel giro di sei mesi sono troppo. Non bisognava indire la byelection, è stato uno spreco di denaro».

La debole affluenza di votanti alle byelection del board scolastico denota di certo uno scarso interesse o almeno mette in evidenza come venga prestata una maggiore attenzione quando si vota per eleggere i trustee nel contesto delle elezioni comunali.

Il mancato bis di voti alla Grant può essere stato anche un errore di valutazione dei suoi sostenitori che hanno dato per scontata la sua vittoria. Astenersi dal voto signifi ca però rimandare agli altri scelte e decisioni importanti. Non essere andati alle urne per riconfermare il proprio sostegno a Charline Grant non è stato un atto lungimirante.

Ancor meno oculata è stata la decisione dello York Regional District School Board di indire la byelection dopo le dimissioni della trustee Anna De Bartolo ad appena un mese dalle elezioni di ottobre. Una risoluzione, questa dei trustee del board, che ha danneggiato la Grant che, essendo giunta seconda, poteva, come avvenuto altre volte in passato, essere nominata a sostituire la trustee uscente. Ma non solo.

A pagarne le spese – scusate il gioco di parole – sono stati proprio i contribuenti, dalle cui tasche sono stati portati via con nonchalance ben 177, 424.34 dollari. È stata a dir poco una decisione nella quale di rispetto per chi con le sue tasse sostiene, tra l’altro, il sistema scolastico, non ce n’è neppure una briciola.

Inutile piangere sul latte versato recita un antico proverbio. Vincitore e vinti guardano al futuro.

Il neo-trustee Mahmood sembra armato di buone intenzioni e deciso a rimboccarsi subito le maniche. «Non vedo l’ora di far parte del board dei trustee in modo da lavorare come un team e concentrarci sui nostri compiti», ha detto.

La Grant invece ha promesso di continuare la sua battaglia allo Human Rights Tribunal of Ontario dove ha sporto denuncia all’inizio del mese.

«Chiedo che lo Human Rights Tribunal of Ontario dichiari la decisione dei trustee viziata da fattori discriminatori e/o e costituisca una rappresaglia per avere denunciato in passato lo YRDSB», ha detto la Grant.

Teoricamente Mahmood non può ancora cantar vittoria perché, qualora la decisione del tribunale fosse favorevole alla Grant, potrebbero aprirsi nuovi scenari.

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