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Un fronte comune per influenzare l’agenda di Trudeau

Un fronte comune per influenzare l’agenda di Trudeau

TORONTO – Sistema di equalizzazione, carbon tax, politiche energetiche. Saranno questi tre i principali temi sui quali i premier del Canada, riuniti oggi a Toronto, cercheranno di trovare un accordo e costituire un fronte comune.

L’obiettivo è quello di arrivare a una posizione condivisa per poter poi ricalibrare le relazioni con il primo ministro Justin Trudeau.

Le intenzioni della vigilia sono queste, anche se è evidente che sarà molto difficile arrivare a un accordo che non scontenti nessuno e che sia in grado di dare risposte concrete alle esigenze delle singole province canadesi.

Un grosso punto interrogativo ruota attorno al sistema di equalizzazione, quel meccanismo finanziario e fiscale con il quale il governo federale stanzia fondi per le province più povere aumentando le entrate da quelle più ricche.

Da più parti è stata criticata la rigidità del sistema, che si basa su calcoli e previsioni di crescita su base pluriennale. L’Alberta, ad esempio, in passato era una delle province più ricche del Canada ma dal 2016, con la crisi economica coincisa con il crollo del prezzo del petrolio, è diventata una delle province che riceve stanziamenti di Ottawa, con un limite pro capite che il premier Jason Kenney vorrebbe rimuovere.

Ma come è avvenuto sempre in passato, anche questa volta la questione si confermerà divisiva, perché le province che ricevono più di quello che danno vorranno mantenere gli stessi livelli di stanziamenti.

Ecco allora che è probabile che nell’incontro si discuterà sulla possibilità di mantenere intatta l’impalcatura generale del sistema, apportando semmai alcune modifi che minori per aumentarne la flessibilità.

Anche sul fronte ambientale è evidente che ci siano posizioni molto diverse. Ontario, Saskatchewan, Alberta e Manitoba hanno portato in tribunale la legge sulla carbon tax ma i risultati finora sono stati abbastanza deludenti, con le singole corti che hanno dato ragione al governo federale.

Il Quebec e le province atlatiche, poi, hanno delle politiche energetiche del tutto antitetiche a quelle delle province dell’Ovest, mentre non si sono del tutto assopite le tensioni tra l’Alberta e la British Columbia sulla questione degli oleodotti, che un anno mezzo fa provocò una crisi costituzionale senza precedenti.

Insomma, c’è da lavorare per arrivare a una posizione comune tra le varie province.

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