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Trudeau sottovaluta il sostegno degli italocanadesi

Trudeau sottovaluta il sostegno degli italocanadesi

TORONTO – Nell’ottobre 2019 gli elettori canadesi saranno chiamati nuovamente alle urne per scegliere i loro rappresentanti da mandare al governo federale.
Mercoledì scorso l’attuale primo ministro Justin Trudeau ha “rimischiato le carte” con un rimpasto di governo a limite della data opportuna, avvicinarsi troppo a quella delle elezioni avrebbe dato sentore di una gestione traballante all’interno della compagine.
É la terza volta che succede, da quando Trudeau jr. è alla guida il paese, dopo averla conquistata nel 2015.
Forse sta guardando già oltre, sperando di ricevere un altro mandato o forse si è lasciato intimorire dal ribaltone recente avvenuto in Ontario, quando agli inizi di giugno il governo provinciale liberale è stato letteralmente raso al suolo, lasciando il posto alla Ford Nation e ai conservatori.
Senz’altro questo rimpasto è una mossa pre-elettorale, in preparazione della vera e propria campagna che culminerà con la scelta del 21 ottobre 2019.
Non a caso è aumentato il numero di ministri provenienti dall’Ontario e dal Quebec.
Nessun cambiamento al vertice del governo, lasciando al proprio posto il ministro per gli Affari esteri Chrystia Freeland, quello delle Finanze Bill Morneau e quello alla Pubblica Sicurezza Ralph Goodale.
Per la scelta dei nuovi cinque ministri aggiunti pare che l’orientamento sia stato rivolto a quelle comunità dalle quali Trudeau si aspetta maggior supporto.
Evidentemente i nomi scelti sono quelli che il primo ministro ritiene per lo pie abili comunicatori nel difendere le posizioni del suo governo e le scelte politiche sulle questioni più scottanti affrontate finora.Tra gi anglofoni Jonathan Wilkinson di Vancouver e Bill Blair dell’Ontario.
Al ministero delle Piccole Imprese e della Promozione dell’export, Mary Ng, di origini cinesi, proveniente dal distretto di Markham-Tornhill.
All’Heritage e Multiculturalismo il sudamericano Pablo Rodriguez, originario dall’Argentina, del distretto di Honoré-Mercier in Quebec.
E quasi come un fanalino di coda, Filomena Tassi, eletta ad Hamilton alla quale è stato assegnato il ministero degli Anziani.
Sembra quasi che il premier Trudeau abbia l’impressione che ormai la comunità italocanadese chiamata alle urne è costituita solo da quegli italiani di prima generazione, emigrati nel dopoguerra e che quindi ora abbiano raggiunto una – cosiddetta – certa età.
Questa poteva invece essere un’ottima opportunità per dimostrare un minimo di interesse verso una larga fetta di elettori che non costituiscono solo il settore della terza età.
Justin Trudeau aveva nomi validi di italocanadesi ai quali assegnare delle responsabilità ministeriali e che certamente avrebbero avuto tutto l’interesse a difendere il suo e il loro operato.
Perchè escluderli e rischiare di perdere i loro seggi nella prossima tornata elettorale? Come e dove compenserebbe anche le eventuali perdite altrove?
La nuova compagine capeggiata da Trudeau figlio conta ora 35 membri, 17 donne e 18 uomini. É di un anno e mezzo fa il terremoto all’interno del governo che vide esclusi i nomi dei veterani McCallum e Dion, ai quali furono offerti incarichi diplomatici.

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