CorrCan Media Group

Trudeau sotto assedio dai premier canadesi

Trudeau sotto assedio dai premier canadesi

TORONTO – Il Canada si avvicina alle elezioni federali con un primo ministro sotto assedio.

Non bastava lo scandalo della Snc-Lavalin, non bastava la ribellione delle ex ministre Jody Wilson-Raybould con le conseguenti frizioni all’interno del partito, non bastava il progressivo allontanamento di alcune comunità etniche chiave, come quella indiana e – in parte – quella italiana.

Justin Trudeau dovrà combattere una dura battaglia su due fronti. Da una lato ha davanti una campagna elettorale che si preannuncia durissima contro il leader del Partito Conservatore Andrew Scheer e con quello dell’Ndp Jagmeet Singh. Dall’altro dovrà subire una lenta e pericolosa guerriglia di logoramento a livello locale nelle più importanti province canadesi.

La netta e prevedibile vittoria di Jason Kenney in Alberta ha confermato una tendenza elettorale che ha visto nell’ultimo anno lo spostamento del consenso in Canada dal Partito Liberale e a quello conservatore. Una ad una, tutte le roccaforti grit sono cadute in mano ai tory.

In questo momento, i conservatori possono contare sul sostegno pressoché incondizionato di 5 Province: l’Ontario con Doug Ford, l’Alberta con Jason Kenney, il Manitoba con Brian Pallister, il Saskatchewan con Scott Moe e il New Brunswick con Blaine Higgs.

Il primo ministro, invece, potrà fare affidamento solamente su tre premier, peraltro di province molto meno popolate, con un corpo elettorale esiguo e con un corrispettivo basso numero di seggi a disposizione.

Sono infatti solo tre le province canadesi guidate da leader liberali: si tratta della Nova Scotia con Stephen McNeil, del Labrador e Newfoundland con Dwight Bail e della Prince Edward Island con Wade MacLauchlan. A questi si aggiunge un Territorio, lo Yukon, governato dal liberale Sandy Silver.

E non possiamo dimenticare che altre due importanti province sono guidate da due premier antagonisti al primo ministro. In British Columbia infatti troviamo il premier dell’Ndp John Horgan, in Quebec invece Francois Legault della Coalition Avenir du Quebec, che certamente non faranno una campagna pro Justin Trudeau.

Insomma, a livello territoriale lo scenario per il leader liberale è davvero sconfortante. Nelle ultime settimane Trudeau si è dovuto difendere dagli attacchi pressoché quotidiani del premier dell’Ontario Doug Ford, con la diatriba sulla Carbon Tax che è addirittura arrivata in tribunale.

Appena ci sarà l’insediamento ufficiale, con il discorso dal trono, possiamo aspettarci un approccio simile anche da Jason Kenney, ex ministro dell’Immigrazione del precedente governo guidato da Stephen Harper e acerrimo avversario dello stesso Trudeau.

Il primo ministro dovrà cercare di parare i colpi che gli arriveranno dai suoi avversari federali e quelli che partiranno dalle controparti provinciali. Il tutto con lo scandalo SNC-Lavalin che potrebbe riserbargli ancora altre cattive sorprese.

More in Politica