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Tory, porta a porta contro i tagli di Ford

Tory, porta a porta contro i tagli di Ford

TORONTO – Non capita spesso che, lontano dalle campagne elettorali, i politici vadano di porta in porta per parlare con i cittadini.

Sabato mattina, però, è successo a Toronto con il sindaco John Tory e il consigliere di Eglinton- Lawrence Mike Colle decisi più che mai, di fronte al governo che fa orecchie da mercante, a fare pressione sugli mpp del Progressive Conservative per gli oltre dieci milioni di dollari in tagli retroattivi ai comuni. E questa, a detta del primo cittadino, è solo la prima circoscrizione.

«Spero che i residenti, e so che molti di loro sono già preoccupati per questi tagli, telefonerà oppure andrà online a firmare la petizione – ha detto Tory – spero che nel frattempo possiamo comunicare con i deputati provinciali, spero che uno di loro, almeno uno, abbia il coraggio di parlare e di dire che questo metodo è sbagliato. Sono convinto che se uno di loro avesse il coraggio di parlare, il governo riconsidererebbe il modo con cui sta agendo».

Non è lieve il taglio deciso per la città di Toronto dal governo provinciale: nel 2019 ammonta a 177 milioni di dollari. Un numero, questo, che include una sforbiciata da 65 milioni al Toronto Public Health – risultata del cambiamento nella formula di finanziamento – e dell’alleggerimento del budget destinato alla Children’s Services di 84,8 milioni di dollari – che potrebbe comportare l’eliminazione di 6.166 sussidi per le scuole dell’infanzia.

Mentre la provincia ha difeso i tagli reputandoli necessari per affrontare un debito arretrato che ammonta a 343 miliardi di dollari, Tory ritiene che la natura retroattiva e unilaterale dei cambiamenti creerà conseguenze disastrose per i residenti della città.

«Sia chiaro che io riconosco che la provincia ha dei problemi finanziari ed ho già detto che sono disposto ad aiutare al riguardo, ma questo è il modo completamente sbagliato per farlo», ha aggiunto il sindaco.

Ma se Tory è alla ricerca del dialogo con il Progressive Conservative, quest’ultimo sembra opporre un muro di gomma. Un portavoce dell’ufficio del premier Ford ha commentato in modo aspro l’iniziativa del sindaco.

«È spiacevole constatare che Tory stia impiegando il suo tempo per andare di porta in porta piuttosto che nel cercare risparmi nel suo ’governo gonfiato’ – si legge nel comunicato – il consiglio comunale di Toronto vorrebbe che il pubblico credesse che l’unica via d’uscita sia aumentare le tasse o tagliare i servizi. Sappiamo che c’è un’altra opzione. È tempo che i consigli comunali si diano da fare per a cercare il modo di offrire programmi migliori e più efficienti. I governi possono sempre fare meglio e stiamo sfidando i nostri partner municipali a fare il duro lavoro necessario per assicurarsi che i dollari dei contribuenti siano spesi bene”.

Di fatto il sostegno a Doug Ford sta crollando ogni giorno di più: secondo l’ultimo sondaggio di Mainstreet Research se gli elettori andassero alle urne adesso i liberali potrebbero contare sul voto del 40%, l’NDP del 24%, il PC del 22% e il Green Party del 12%. Dopo sette mesi la luna di miele di Ford, che è andato a Queens Park con un governo di maggioranza, è giunta al termine.

Ma le sorprese non finiscono qui. Dalla ricerca di mercato emerge che i sostenitori del partito liberale vorrebbero come loro leader proprio il sindaco Tory (65%), il 5% preferirebbe l’ex ministro Sandra Pupatello mentre Steven Del Duca e Michael Coteau godono dei favori rispettivamente del 3% e del 5%. L’ex ministro Mitzie Hunter al momento è preferita dall’11% degli elettori liberali dell’Ontario.

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