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Toronto Fc: Bono di nome e di fatto

Toronto Fc: Bono di nome e di fatto

TORONTO – Bono di nome e di fatto. Hasta la vista, di nuovo, baby. Alla finale della Champions ci va il Toronto Fc perché agli Amigos del Club America non basta l’1-1. Dall’inferno dell’Azteca Giovinco e soci sono usciti bagnati, ma estatici dopo una partita passata sulle barricate. Una volta si sarebbe chiamato catenaccio, ed i media inglesi ci avrebbero inzuppato il pane. Oggi invece sono soltanto baci ed abbracci per il portiere apprendista fenomeno, Bono, per il centrale insuperabile Moor e per il goleador fatto in casa, Osorio. Tutto giusto, tutto ok, ma nei reportage nessuno ha menzionato che Giovinco ha inventato gol che ha tolto il vento dalle vele degli Amigos con un taglio a quel dio biondo per Ricketts messo al di là della linea difensiva messicana. 
Il bomberino di riserva, entrato al posto dell’acciaccato Altidore, è solo, potrebbe tirare, invece serve Osorio e costui segna con un tap-in facile facile. Poco dopo Giovinco ripete la giocata, altro assist al bacio per Osorio, ma costui, forse ancora gasato dal gol, si impappina sulla comoda palla, l’azione sfuma. Giovinco ha anche calciato una punizione delle sue, parata, poi ci ha addirittura provato direttamente dalla bandierina e il portiere argentino dei messicani ci ha messo una pezza in extremis. Per il resto la Formica Atomica si è vista poco, lasciata avanti ad impaurire gli avversari, mentre tutti gli altri erano dietro a difendere.
E che difesa è stata. Un muro rosso con dietro un portiere Bonito. L’intervento, su colpo di testa ravvicinato di Ibarra, ha detto agli avversari che non s arebbe stato facile fargli gol per mandare i canadesi a casa con la coda tra le gambe. La parata è stata spettacolare, alla Buffon se permettete. La partita era cominciata male e al 4’ per il Toronto Fc è piovuto sul bagnato. Un difensore messicano entra duro su Altidore ed il bomber supremo dei torontini va ko. Al suo posto entra Ricketts che quattro minuti dopo (12’) mette lo zampino nel gol di Osorio.
Lo svantaggio infuria i locali, ora attaccano a testa bassa, senza soluzione di continuità. La difesa torontina traballa specialmente sulle fasce e dal 20’ crolla: Zavaleta infila la sua porta con un colpo di testa all’indietro. Fortunatamente la rete viene annullata per fuori gioco dall’ottimo arbitro importato dall’Uzbekista, Ravhan Irmatov, che non ha sbagliato nulla.
I messicani continuano ad attaccare, ma manca lucidità, l’area è intasata, le occasioni non sono mai limpide e quando arrivano c’è sempre Bono che risponde sempre alla grande e al 22’ si supera con la paratona su Ibarra.
Nella ripresa la partita prosegue sulla stessa falsariga del primo tempo. Vanney tappa un buco sulla fascia impettendo Hasler per il terzino olandese arrivato dal Cagliari Van der Wiel.
Bradley, altra partita sontuosa la sua, prima opera un recupero miracoloso su Uribe, poi allo scadere, ormai sfinito, abbatte un avversario in area. Irmatov concede il rigore che Uribe trasforma. 1-1, per i torontini fanno festa.
In finale, articolata in due partite (date da stabilire, andata a Toronto), se la vedranno con un’altra squadra messicana, Chivas di Guadalajara qualificata dopo lo 0-0 con il New York Bulls che avevano battuto in casa per 1-0.
Per il Toronto, Two down, one to go, oppure: “Non c’è due senza tre”.
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