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Tagli, l’Ontario boccia il premier Doug Ford

Tagli, l’Ontario boccia il premier Doug Ford

TORONTO – Gli abitanti dell’Ontario girano le spalle a Doug Ford.

La conferma arriva dal sondaggio presentato ieri da Environics Research che delinea una pesante bocciatura su tutti i fronti per il premier dopo appena undici mesi di governo.

Il clima di austerity inaugurato dal leader del Progressive Conservative, caratterizzato dai tagli indiscriminati alla sanità, al settore scolastico, ai programmi ambientali, agli stanziamenti destinati ai Comuni e agli enti locali, continua a scatenare polemiche, accuse e veleni: e la popolarità del premier crolla miseramente.

Stando al sondaggio presentato ieri, l’83 per cento della popolazione si dichiara contrario ai tagli voluti dal governo.

Ma l’istantanea fornita dalla Environics Research non si limita a registrare il malcontento che serpeggia tra i residenti, ma analizza a fondo anche la delusione da parte degli elettori del Progressive Conservative, che non si sarebbero mai immaginati un inizio così disastroso e fallimentare del governo guidato da Ford.

Secondo il sondaggio, il 56 per cento degli elettori conservatori boccia i tagli: 18 per cento si dichiara parzialmente insoddisfatto, mentre il 38 per cento si oppone con forza alla politica lacrime e sangue del premier.

Sette elettori su 10, poi, ammettono che difficilmente voterebbero per il Progressive Conservative proprio a causa dei tagli, mentre all’interno dell’elettorato conservatore il 38 per cento si è pentito di aver dato il proprio voto a Ford e un altro 38 per cento si dice incerto sulla propria scelta elettorale futura.

A Toronto la rabbia e lo sdegno nei confronti del premier conservatore raggiunge livelli addirittura maggiori rispetto alle altre regioni della provincia. In città, 8 elettori su 10 si dichiarano contrari alla politica dei tagli indiscriminati del governo.

E questo è facilmente comprensibile perché proprio Toronto, negli ultimi, mesi, è stata il bersaglio preferito della scure di Ford: in particolare, i tagli del governo conservatore dei fondi destinati a City Hall sono stati quantificati in 178 milioni di dollari all’anno. Fondi – è importante ricordare – che andranno ad incidere su un budget cittadino che è già stato approvato quattro mesi fa.

Si tratta quindi di un taglio retroattivo, che ha delle ripercussioni devastanti su conti pubblici cittadini, anche perché i Comuni, per legge, non possono fare ricorso al defi cit e devono invece presentare e approvare bilanci in pari.

I tagli di Ford, per chi abita a Toronto, provocheranno conseguenze molto gravi. Oltre al taglio dei servizi – posti per gli asili nido, pasti gratuiti nelle mense per famiglie a basso reddito, programmi per i paramedici e così via – i residenti di Toronto potrebbero subire un aumento delle tasse dell’amministrazione cittadina, costretta a ripianare i buchi di bilancio provocati dal governo provinciale.

Senza dimenticare, inoltre, che la scure del premier ha colpito duramente il settore sanitario e quello scolastico, due fondamenta della nostra società che traballano sotto i colpi del premier conservatore.

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