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Tagli alle municipalità: i sindaci rispondono a Ford

Tagli alle municipalità: i sindaci rispondono a Ford

TORONTO – Stringere la cinghia non fa mai piacere.

Tantomeno se si tratta di due miliardi di dollari l’anno complessivi, come confermato dall’agenzia di rating Moody’s.

È l’ingente somma cui sindaci di tutte le municipalità dell’Ontario dovranno fare a meno, a partire dal primo gennaio prossimo, quando entreranno in vigore i tagli voluti dal governo Ford e che colpiranno – tra le altre cose – l’assistenza ai minori e la sanità.

Il Corriere Canadese ha raccolto le reazioni di alcuni sindaci delle città che dovranno presto far fronte a nuove ingenti spese, a carico delle municipalità da loro guidate.

Maurizio Bevilacqua, da dicembre 2010 sindaco di Vaughan, ha esordito dicendo “non v’è dubbio che il governo provinciale sia oggi sottoposto ad una pressione fiscale che vada necessariamente affrontata. Le decisioni da prendere sono difficili – ha aggiunto – ma non va dimenticato il principio fondamentale rappresentato dal bene comune per i nostri cittadini, anzitutto la loro salute” riferendosi ai tagli previsti sulla sanità.

Difatti la città di Vaughan – dopo oltre trenta anni persi tra battaglie politiche e burocratiche – ha finalmente dato il via ai lavori di costruzione del grande ospedale che sta sorgendo appena a nord di Major MacKenzie Drive e che dovrebbe essere completato ed inaugurato entro la fine del 2020.

“Il MacKenzie Vaughan Hospital è un progetto da un miliardo e seicento milioni di dollari – evidenzia Bevilacqua – ed il governo dell’Ontario deve proseguire nell’impegno a contribuire ad opere così importanti per la salute pubblica” ha chiosato.

Ma la città di Vaughan si vede ora obbligata, come le altre municipalità dell’Ontario, a doversi accollare ulteriori spese a livello sanitario, col conseguente rischio di essere costretta ad aumentare – nel prossimo futuro – le tasse sulla proprietà.

Alle parole di Bevilacqua ha fatto eco il sindaco di Mississauga, Bonnie Crombie, succeduta – nel 2014 – alla leggendaria Hazel Mc- Callion.

Crombie ha voluto sottolineare che che “i tagli riguarderanno soprattutto l’assistenza all’infanzia ed agli asili nido, il sostegno per le case di cura che ospitano anziani lungodegenti, i servizi infermieristici, e quelli della Polizia Regionale di Peel”.

A quanto ammonti la spesa da dover a rontare, alla luce di questi tagli che incombono anche sulla sua amministrazione della città di Mississauga, la sindaca ha specificato che “è già di 36,4 milioni di dollari la somma che la città si vedrà costretta a risparmiare Onel budget del 2020” augurandosi di non dover far fronte ad ulteriori aggravi di bilancio, a seguito di questi tagli.

Pur riconoscendo lo sforzo che il governo provinciale intende fare per mantenere i conti in ordine, Crombie ha messo in evidenza come “chiedere alle municipalità di dare di più, non sia la soluzione al problema”.

Sebbene confermi la propria disponibilità a proseguire la fattiva collaborazione con l’amministrazione provinciale, la sindaca di Mississauga ha poi fatto riferimento alla promessa di “finanziamenti transitori” – annunciata dallo stesso premier Ford, lunedì scorso, ad Ottawa – augurandosi di conoscerne presto ulteriori dettagli.

Con i tagli imposti dall’amministrazione Ford, dal primo gennaio 2020, le municipalità dovranno farsi carico di un 30% in più per alcuni programmi legati all’assistenza sanitaria, ed un 20% in più per quelli relativi all’infanzia ed agli asili nido.

A rischio di tagli saranno quindi – in tutto l’Ontario – almeno seicento programmi destinati a fornire 210.000 pasti quotidiani ai bambini bisognosi, i piani per il controllo e la sicurezza degli asili nido, il progetto DINE che regola le ispezioni ai ristoranti, le cliniche per le malattie sessuali, ed infine i piani d’emergenza contro la diffusione di epidemie come la SARS o la H1N1.

Giorgio Mitolo

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