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SNC Lavalin, Trudeau: no all’inchiesta pubblica. Ancora braccio di ferro

SNC Lavalin, Trudeau: no all’inchiesta pubblica. Ancora braccio di ferro

TORONTO – Il governo federale fa muro contro l’ipotesi di un’inchiesta pubblica sulla vicenda SNC Lavalin.

Lo ha ribadito ieri il primo ministro Justin Trudeau, dopo una riunione del gruppo parlamentare liberale. Per ora – è questo il ragionamento del leader grit – il lavoro della commissione Giustizia della Camera e del commissario federale all’Etica Mario Dion è da considerare appropriato di fronte alle richieste delle opposizioni.

“Ascolteremo – ha aggiunto Trudeau – quanto hanno da dire l’ex ministro della Giustizia e gli esperti che saranno chiamati a deporre. Sarà la stessa commissione a determinare chi dovrà essere ascoltato. È importante che venga seguita questa situazione contemporaneamente a una lunga lista di questioni che contano”.

Come era già successo martedì, anche ieri al Question Period le opposizioni hanno attaccato Trudeau, chiedendo spiegazioni sulle improvvise dimissioni avvenute lunedì del suo capo segretario Gerald Butts.

Un passo indietro, quello del braccio destro del primo ministro, che è stato recepito dai conservatori e dall’Ndp come una assunzione di responsabilità in merito alle accuse di presunte pressioni partite proprio dall’ufficio del primo ministro sull’allora Attorney General Jody Wilson-Raybould per trovare un accordo extragiudiziario con i vertici della SNC Lavalin, con la decadenza legale delle accuse di carattere penale.

Secondo quanto riportato dal Globe and Mail, queste presunte pressioni avrebbero portato prima al rimpasto di governo – con lo spostamento della Wilson-Raybould dal prestigioso dicastero della Giustizia a quello degli Affari dei Veterani – poi alle dimissioni da ministro della stessa Wilson-Raybould e, una settimana dopo, di Gerald Butts.

L’ex ministro, che ieri ha preso parte al caucus liberale, ha ribadito ancora una volta di non poter parlare della vicenda per il vincolo legale che sussiste tra il ministro della Giustizia e il governo: l’Attorney General, infatti, nell’ordinamento giuridico è considerato il “primo” avvocato nella gerarchia della giustizia canadese.

In ogni caso Wilson-Raybould sarà chiamata a testimoniare davanti alla commissione Giustizia, probabilmente lunedì prossimo, dopo aver ascoltato con attenzione le direttive dell’ex giudice capo della Corte Suprema canadese su cosa potrà essere rivelato.

In ogni caso la vicenda continua ad essere una spina nel fianco per il governo liberale. A otto mesi dalle elezioni lo scandalo, se non sarà disinnescato in tempo, potrà rivelarsi una bomba ad orologeria per il primo ministro.

Già gli ultimi sondaggi mostrano come il caso SNC Lavalin abbia già iniziato a provocare una netta erosione nel consenso verso il Partito Liberale e questo potrebbe avere gravi conseguenze al voto.

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