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Scontro su mozioni e pandemia, rischio elezioni anticipate

Scontro su mozioni e pandemia, rischio elezioni anticipate

Scontro su mozioni e pandemia, rischio elezioni anticipate

TORONTO – Il governo di minoranza liberale e le opposizioni sono di nuovo ai ferri corti. E nello scontro di mozioni presentate la scorsa settimana, ritorna concreto il rischio di una crisi di governo e di elezioni anticipate. Ma occorre fare un passo indietro per contestualizzare l’ennesimo impasse politico che potrebbe portare il Canada alle urne nel bel mezzo della seconda ondata della pandemia di Covid-19.

Il Partito Conservatore venerdì scorso ha presentato una mozione per la creazione di una commissione speciale alla House of Commons con il compito specifico di indagare alcune controverse questioni che sono emerse nella gestione da parte del governo liberale dei fondi destinati agli aiuti alla popolazione durante la prima ondata della scorsa primavera.

Nella commissione – è questo l’obiettivo del leader conservatore Erin O’Toole – si dovrebbe discutere e fare luce sullo scandalo che ha coinvolto l’organizzazione non governativa WE Charity, un’associazione con profondi legami con la famiglia del primo ministro Justin Trudeau e con l’ex ministro delle Finanze Bill Morneau.

I liberali si sono opposti con forza alla richiesta delle opposizioni, proponendo invece attraverso una seconda mozione la creazione di una commissione alla Camera dei Comuni con il compito di analizzare al dettaglio tutti i programmi di spesa attivati dal governo per fare fronte alla crisi economica e sanitaria provocata dalla pandemia del coronavirus. Questa mozione, se approvata, di fatto svuoterebbe e annullerebbe quella del Partito Conservatore.

In ogni caso la mozione tory sarà votata alla House of Commons questa settimana e i liberali sono pronti al braccio di ferro: il capogruppo alla Camera della maggioranza, Pablo Rodriguez, non ha escluso che il governo possa decidere di porre la questione di fiducia sul provvedimento.

Così facendo, nel caso in cui le opposizioni – che insieme hanno un numero maggiore di deputati rispetto alla minoranza liberale – votassero in blocco a favore della mozione del Partito Conservatore, il primo ministro Trudeau sarebbe costretto a presentare le dimissioni e a chiedere al governatore generale il ritorno anticipato alle urne. Ora, è evidente che in questa situazione praticamente nessun partito è particolarmente attratto dall’ipotesi del voto anticipato.

Ecco allora che, così come successo con il voto sul Discorso del Trono il mese scorso, potrebbe essere l’Ndp di Jagmeet Singh a correre in soccorso del governo di minoranza liberale, con un’astensione o con la diserzione forzata della votazione sulla mozione.

In ogni caso i partiti guarderanno con estrema attenzione i risultati delle due elezioni suppletive nei distretti di Toronto Centre e York Centre, in programma il 26 ottobre. Potrebbe trattarsi della prova generale delle elezioni anticipate, nel caso in cui lo scontro tra maggioranza e opposizione producesse la crisi di governo.

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