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Scandalo We Charity, continua il pressing delle opposizioni

Scandalo We Charity, continua il pressing delle opposizioni

Scandalo We Charity, continua il pressing delle opposizioni

TORONTO – Le opposizioni non mollano la presa sullo scandalo We Charity. Il deputato dell’Ndp Charles Angus ha presentato una mozione – la terza sullo stesso tema nel giro di poche settimane – presso la commissione Etica della Camera dei Comuni nella quale si chiede la possibilità di indagine sui rapporti tra la organizzazione non governativa e alcuni componenti del governo federale, a partire dal primo ministro Justin Trudeau.

Nel documento parlamentare dei neodemocratici, che ha raccolto il sostegno del Partito Conservatore e del Bloc Quebecois, si propone di a.dare ai componenti della commissione della House of Commons il potere d’approfondimento sui compensi attribuiti negli anni da We Charity allo stesso Trudeau e ad altri componenti della sua famiglia, che sono stati pagati dall’Ong per tenere dei discorsi pubblici durante alcune conferenze.

Continua quindi il pressing delle opposizioni, che dopo il Discorso dal Trono di fine settembre avevano già presentato altre due mozioni con lo scopo di fare luce sulla controversa vicenda: entrambe le mozioni erano state bocciate e su una di queste l’esecutivo aveva addirittura deciso di porre la questione di fiducia, con il conseguente rischio di crisi di governo ed elezioni anticipate nel bel mezzo della seconda ondata della pandemia di Covid-19.

L’Ndp vorrebbe poter avviare un’indagine parlamentare sull’accordo, poi accantonato, tra il governo liberale e la stessa We Charity che avrebbe garantito all’organizzazione non governativa la gestione diretta di un fondo di circa 543,5 milioni di dollari da distribuire agli studenti nel programma di volontariato attivato alla fine della scorsa primavera.

La scorsa settimana, quando la commissione si era trovata di fronte la seconda mozione sulla vicenda, i partiti d’opposizione avevano annunciato il loro sostegno, ma il voto si era concluso con un giallo. La deputata del Bloc Quebecois Julie Vignola all’ultimo momento aveva votato contro, decretandone la bocciatura. E se Angus aveva definito il voto della parlamentare blocchista una “pugnalata alle spalle., Vignola si era difesa dicendo di essersi sbagliata al momento della votazione. Ora avrà la possibilità di redimersi.