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Rischio voto anticipato, O’Toole alza la voce ma alla fine fa retromarcia 

Rischio voto anticipato, O’Toole alza la voce ma alla fine fa retromarcia 

Rischio voto anticipato, O’Toole alza la voce ma alla fine fa retromarcia 

TORONTO – Di fronte al rischio di tornare alle urne nel bel mezzo della pandemia, Erin O’Toole è stato costretto a fare dietrofront.

Nel braccio di ferro tra il governo liberale e il Partito Conservatore, è stato proprio il leader tory a fare un passo indietro di fronte all’ipotesi di una crisi di governo, sulla controversa vicenda della guerra di mozioni per creare una commissione speciale sui programmi di spesa dei liberali.

I passaggi chiave della vicenda si sono sviluppati a Parliament Hill negli ultimi giorni. Il Partito Conservatore aveva proposto di creare una commissione parlamentare con il compito specifico di indagare su tre vicende che legavano i piani di spesa anti pandemia dell’esecutivo con alcuni esponenti del governo liberale, a partire dal primo ministro Justin Trudeau e i suoi rapporti con l’organizzazione non governativa WE Charity.

I liberali, dal canto loro, si erano opposti alla mozione presentandone un’altra, leggermente modificata, che puntava alla creazione di una commissione alla House of Commons che avrebbe dovuto analizzare e valutare i piani attivati dall’esecutivo per aiutare le famiglie, i lavoratori e le imprese canadesi durante la pandemia di Covid-19. I tory non hanno accettato questa proposta e sono andati avanti con la loro mozione. Ma il governo ha deciso di fare la voce grossa.

Il capogruppo alla Camera libera Pablo Rodriguez ha giocato la carta della questione di fiducia: in parole povere, se la mozione conservatrice dovesse essere votata dalla maggioranza dei parlamentari, ci sarà la crisi di governo e il ritorno alle urne.

La mossa ha spiazzato i conservatori, che evidentemente non vogliono le elezioni anticipate, non in questo momento almeno.

Ieri mattina il leader conservatore O’Toole ha confermato che è stata aggiunta una modifica nella mozione presentata alla Camera: nel testo si sottolinea in calce che la creazione della commissione “non costituisce un motivo legittimo per ricorrere alle elezioni generali”.

Ora la palla passerà ai parlamentari, che dovranno analizzare e dibattere la mozione del Partito Conservatore. Il voto sulla medesima è stato messo in calendario per la prossima settimana, con il rischio di elezioni anticipate che sembra scongiurato.