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Quebec ancora ago della bilancia del voto federale

Quebec ancora ago della bilancia del voto federale

Continua la copertura del Corriere Canadese di questa campagna elettorale del 2019. Andremo ad analizzare i candidati a confronto nei principali distretti elettorali del Paese. Oggi l’analisi si sposta nella provincia del Quebec: dei sui 78 distretti elettorali federali abbiamo scelto i 12 che hanno un’alta densità di elettori italocanadesi e quelli che presentano candidati di origine italiana.

TORONTO – L’esito delle elezioni 2019 dipenderà anche da quanto accadrà in Quebec. Sono 78 i seggi in palio, un ghiotto bottino che fa gola a tutti i partiti in questa campagna elettorale.

Nel 2015, dopo l’ondata arancione dell’Ndp del 2011, fu il Partito Liberale a fare il pieno, vincendo in 40 distretti, lasciando ai democratici 16 seggi, 12 ai conservatori e appena 10 al Bloc Quebecois.

Ma i rapporti di forza, in questo appuntamento elettorale di ottobre, potrebbero cambiare, tenendo conto della crescita nei sondaggi della forza autonomista e la presenza, rispetto a quattro anni fa, del People’s Party di Maxime Bernier.

Andiamo ad analizzare la situazione nei 12 distretti dove è significativa la presenza dell’elettorato di origine italiana, in una provincia dove risiedono, secondo i dati di Statistics Canada, più di 326mila italocanadesi.

Honoré-Mercier (residenti di origine italiana 25.310 – 24,9%) Feudo liberale, in un’area dove un residente su quattro è di origine italiana, il distretto è in mano ai grit da 22 anni, con la parentesi della vittoria dell’Ndp nel 2011 con Paulina Ayala. Il partito di Trudeau ricandida il ministro uscente Pablo Rodriguez, quattro volte parlamentare, mentre i neodemocratici puntano su Chu Anh Pham. Sperano di inserirsi anche il tory Guy Croteau (nel 2015 prese il 12 per cento) e Jacques Binette del Bloc. In corsa anche il verde italocanadese Domenico Cusmano e Patrick St-Onge del People’s Party.

Dorval—Lachine—LaSalle (residenti di origine italiana 10.435 – 9,5%) Gara aperta in questo distretto di Montreal, creato nel 2015 in seguito alla legge di ridistribuzione dei seggi. I liberali si affidano alla deputata uscente Anju Dhillon, mentre l’Ndp, che quattro anni fa raccolse quasi 12mila voti, candida Lori Morrison. I conservatori puntano su Céline LaQuerre, mentre gli autonomisti si giocano le loro carte con Jean-Frédéric Vaudry. Chiudono le candidature Arash Torbati del partito di Bernier e l’ambientalista Réjean Malette.

Lac-Saint-Louis (residenti di origine italiana 12.630 – 11,9%) Diversa la situazione in questa circoscrizione, dove abbiamo un front runner nettamente favorito: si tratta dell’italocanadese Francis Scarpaleggia, in parlamento dal 2004 per cinque legislature, che quattro anni fa ottenne il 64 per cento delle preferenze. Agli altri candidati servirà davvero l’impresa per toglierli la sesta vittoria elettorale. Si tratta della tory Ann Francis, Julie Benoit del Bloc, Dana Chevalier dell’Ndp, Gary Charles del People’s Party e l’italocanadese verde Milan Kona-Mancini.

LaSalle—Émard—Verdun (residenti di origine italiana 8.470 – 7,8%) Derby italocanadese tra il ministro della Giustizia uscente David Lametti e il conservatore Claudio Rocchi, con l’ndippino Steven Scott pronto a interpretare il ruolo del terzo incomodo. In questo distretto, nato nel 2015, sono in corsa anche la verde Jency Mercier, la blocchista Isabel Dion e Daniel Turgeon del partito di Bernier.

Notre-Dame-de-Grâce—Westmount (residenti di origine italiana 8.065 – 7,8%) I favori del pronostico sono tutti per Marc Garneau, in parlamento dal 2008 e capace di raccogliere il 58 per cento dei consensi nel 2015. L’Ndp cerca la rivincita con Franklin Gertler, i tory candidano Neil Drabkin, mentre la gara è tutta in salita per l’autonomista Jennifer Jetté, per il verde Robert Green e per André Valiquette del People’s Party.

Pierrefonds—Dollard (residenti di origine italiana 7.915 – 7,4%) I rapporti di forza tra i principali partiti hanno subito uno scossone per la decisione del deputato liberale uscente Frank Baylis di non ricandidarsi. I grit puntano così su Sameer Zuberi, mentre i conservatori candidano Mariam Ishak. A completare la griglia delle candidature ci sono il neodemocratico Bruno Ibrahim ElKhoury, Lee Weishar del People’s Party e Lisa Mintz del Green Party.

Ahuntsic-Cartierville (residenti di origine italiana 8.135 – 7,2%) Sono l’Ndp e il Bloc i principali ostacoli che separano Mélanie Joly dalla rielezione. La deputata liberale uscente nel 2015 ha ottenuto quasi il 47 per cento e su quella base vuole costruire le premesse della riconferma. Dovrà vedersela con la neodemocratica Zahia El-Masri e il blocchista André Parizeau, mentre partono indietro la tory Kathy Laframboise e il verde Jean-Michel Lavarenne.

Alfred-Pellan (residenti di origine italiana 19.095 – 19,4%) Un altro derby italiano dall’esito incerto in questo distretto con una altissima presenza di elettori italocanadesi. Il deputato liberale uscente Angelo Iacono dovrà vedersela con il conservatore Angelo Esposito. Si gioca le sue chance anche l’Ndp, detentore del seggio dal 2011 al 2015 – con la candidatura di Andriana Kocini. Più difficile il possibile exploit di Michel Lachance del Bloc Quebecois, della verde Marguerite Howells e di Mathieu Couture del People’s Party.

Bourassa (residenti di origine italiana 11.585 – 11,8%) Roccaforte liberale, sin dalla sua creazione nel 1968 questo distretto ha visto 13 affermazioni del candidato grit e una vittoria a testa del Bloc e dei conservatori. Il candidato da battere è il deputato uscente Emmanuel Dubourg, che se la vedrà con la tory Catherine Lefebvre, l’ndippino Konrad Lamour, l’autonomista Anne-Marie Lavoie e Payton Ashe del Green Party.

Marc-Aurèle-Fortin (residenti di origine italiana 8.730 – 8,7%) Distretto ballerino, dalla sua creazione nel 2004 è passato di mano ai conservatori, all’Ndp e infine ai liberali. In corsa il deputato grit uscente Yves Robillard, Ali Faour dell’Ndp, la tory Sonia Baudelot, l’ambientalista Bao Tran Le e l’italocanadese Émilio Migliozzi del People’s Party.

Papineau (residenti di origine italiana 7.515 – 6,9%) Riuscirà qualcuno a impensierire veramente Justin Trudeau nel suo distretto? Il primo ministro uscente ha vinto le ultime tre elezioni e nel 2015 ha ottenuto più del 51 per cento. I conservatori ci provano con la candidatura di Sophie Veilleux, mentre l’Ndp punta le sue carte su Christine Paré. Poche chance per il verde Juan Vázquez e per Mark Sibthorpe del partito di Bernier.

Saint-Léonard—Saint-Michel (residenti di origine italiana 25.510 – 22,8%) Uno dei distretti più italiani dell’intero Canada, feudo liberale, in passato ha eletto Alfonso Gagliano, Massimo Pacetti e Nicola di Iorio. Le scorse settimane è stato al centro della polemica per la decisione di Trudeau di rimuovere la candidatura dell’imam Hassan Guillet per presunte posizioni antisemite espresse in passato. Al suo posto i liberali candidano l’italocanadese Patricia Lattanzio, che dovrà affrontare il tory di origine italiana Ilario Maiolo, l’ex deputata dell’Ndp Paulina Ayala e l’altra italocanadese Tina Di Serio del People’s Party. Con un’ulteriore incognita: il defenestrato Guillet ha deciso di candidarsi come indipendente.

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