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Poveri noi italiani: sventurati destinati a soffrire maledettamente

Poveri noi italiani: sventurati destinati a soffrire maledettamente

Sventurati. Sventurati noi italiani nel mondo che schiattiamo in corpo, come è avvenuto venerdì.
Scrivo di getto, subito dopo la sconfitta, prima di leggere, o di sentire in tv, che ho visto un’altra partita.
Sventurato Ventura.
Sventurato nel senso che non ne azzecca mai una. Anche la critica all’arbitro non ha senso. All’estero non si fischia al minimo contatto come si fa in Serie A. Quella gomitata a Bonucci era il segnale che ci sarebbe stata battaglia, mica gli svedesi ci avevano invitati per il thè
.
Si dice che in Italia ci siano 62 milioni di allenatori, ma anche noi all’estero non scherziamo.
Per esempio, da questa parte dell’oceano ci si chiede come mai la sventurata Italia ed il suo sventurato coach non abbiano capito che contro i marcantoni della Svezia si doveva giocare velocemente e con la palla sempre e maledettamente a terra. Con la palla a pelo d’erba almeno qualche punizione dal limite ci scappava, invece niet, come si dice in Russia.
Il problema che la velocità non c’era e gli attaccanti Bellotti ed Immobile erano statici, non si muovevano e quando lo facevano finivano in fuori gioco. 
Ci sarebbero voluti Insigne e El Shaarawy dall’inizio.
Altri veloci come loro Ventura non li ha. 
La tattica migliore? 
I due piccoletti sulle ali, uno tra Ciro e il Gallo al centro, e a centrocampo quanta più gente possibile visto che scarseggiamo in qualità (ah, Verratti ma che che pesce sei?) e mobilità (ahi, ahi De Rossi ).
Quel voler insistere sui cross di Candreva, il quale anche nell’Inter ne azzecca uno su 20, era consegnare la palla agli svedesi. 
E quanti passaggi sbagliati, quanti rinvi ad capocchiam. 
Quelle palle gettate via, senza cercare di costruire qualcosa, erano la prova che si andava per il pari, si giocava per il maledetto 0-0.
Che ci sia venuta contro anche la baldracca detta fortuna lo testimonia il palo colpito da Darmian.
Se fosse entrata quella palla, ora non avremmo il veleno in corpo. 
Ma quel pallone dell’unico – ripetiamo, unico – tiro effettuato da fuori area si è stampato sul legno ed anche sulla ribattuta ci è andata buca.
Anche la Svezia, ad onor del vero, non è che abbia fatto molto di più.
Però ha azzeccato la mossa di entrare sotto i nervi, e la faccia, degli azzurri usando gomiti e maniere spicce. 
Questo era da prevedere, perché da sempre chi è tecnicamente più scarso si arrangia con la grinta ed il gran correre.
Per loro, la Fortuna non è stata ballerina.
Anche loro hanno inquadrato la porta una volta sola.
Ma la deviazione ha lasciato nonno Gigi a grattarsi la barba. 
Ora non ci resta che pregare per il ritorno di oggi.
In Russia potremmo ancora andarci.
Ma serviranno due gol senza prenderne nessuno.
Prepariamoci a soffrire. Di nuovo. Come sempre.
 

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