CorrCan Media Group

Poilievre fa sul serio, gli altri big dovranno decidere in fretta

Poilievre fa sul serio, gli altri big dovranno decidere in fretta

Poilievre fa sul serio, gli altri big dovranno decidere in fretta

TORONTO – Non si può bluffare troppo a lungo, prima o poi in una partita a poker le carte bisogna scoprirle. E in questa ottica la candidatura di Pierre Poilievre alla corsa alla leadership, che sarà annunciata a breve, costringerà anche gli altri Big a ufficializzare la loro posizione.

Dopo l’avvio della campagna di Bryan Brulotte, imprenditore di successo con un passato nell’Esercito e una lunga militanza nel partito ma senza esperienze di politica attiva, la scesa in campo di Poilievre indica che entro pochi giorni avremo la griglia completa degli aspiranti successori di Andrew Scheer alla guida dei tory federali.

Quarantenne, originario di Calgary e cresciuto con i genitori adottivi appartenenti alla minoranza francofona dell’Alberta, Poilievre ha una lunga esperienza parlamentare alle spalle, nonostante la giovane età.

A venticinque anni, nel 2004, entra alla House of Commons conquistando il seggio di Nepean–Carleton (Ontario), sbaragliando al voto il deputato liberale uscente David Pratt.

Da allora Poilievre è sempre stato rieletto alla House of Commons.

Nell’ultimo governo Harper è stato prima ministro senza portafoglio per le Riforme democratiche, poi ha assunto le redini del dicastero del Pubblico impiego dopo le dimissioni di Jason Kenney.

Nell’ultima legislatura si è fatto conoscere dai canadesi durante le sedute trasmesse in diretta televisiva della commissione Giustizia mentre veniva affrontato la spinoso caso della SNC Lavalin.

A guidare la sua campagna in vista della convention di Toronto del 27 giugno ci sarà John Baird, ex ministro degli Esteri del governo Harper.

Ora, dopo che Poilievre ha sciolto gli ultimi dubbi, toccherà agli altri papabili di peso prendere una decisione definitiva.

Rona Ambrose nei giorni scorsi non ha escluso una sua possibile candidatura.

Ex deputata ed ex ministra, nella scorsa legislatura ha ricoperto per un lungo periodo il ruolo di leader ad interim del Partito Conservatore, prima dell’elezione di Scheer alla guida dei tory nel 2017.

Numerosi esponenti del caucus avrebbero identificato nella Ambrose la candidata ideale non solo per la corsa alla leadership, ma anche per un eventuale voto anticipato, che potrebbe arrivare entro due anni vista la mancanza di una maggioranza parlamentare a sostegno del primo ministro liberale Justin Trudeau.

Più defilato Peter MacKay, il terzo Big che potrebbe decidere di candidarsi. Dopo aver criticato i risultati di Scheer alle elezioni – “ha sbagliato un gol a porta vuota”, disse per commentare la sconfitta dell’allora leader conservatore – MacKay ha preferito mettersi in disparte senza confermare o negare un proprio interessamento alla segreteria del partito.

In ogni caso il tempo passa e la deadline di lunedì prossimo imposta dalla commissione guidata da Lisa Raitt si sta avvicinando.

Anche gli altri potenziali candidati – tra i quali Michelle Rempel Garner, Erin O’Toole, Jean Charest e Candice Bergen – dovranno decidere una volta per tutte.