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Pioggia di endorsement per Peter MacKay, gli sfidanti arrancano

Pioggia di endorsement per Peter MacKay, gli sfidanti arrancano

Pioggia di endorsement per Peter MacKay, gli sfidanti arrancano

TORONTO – A volte i numeri sono capaci di spiegare una situazione più di mille parole. Nella corsa alla leadership conservatrice, come sempre accade, la distribuzione degli endorsement di peso costituisce uno specchio abbastanza fedele dei rapporti di forza tra i vari contendenti.

Ad oggi Peter MacKay, strafavorito alla vittoria finale, può già godere di un vantaggio sbalorditivo.

Per ora 31 dei 121 deputati eletti alle ultime elezioni federali hanno deciso di ufficializzare il proprio sostegno per uno degli 8 candidati.

Di questi, 25 appoggeranno l’ex ministro della Giustizia, mentre 6 hanno concesso il proprio endorsement a Erin O’Toole. Sono fermi a quota zero gli altri papabili, cioè i deputati federali Derek Sloan e Marilyn Gladu, Rudy Husny, Jim Karahalios, Leslyn Lewis e Rick Peterson. E siamo solo agli inizi.

L’impressione generale è quella che MacKay possa solamente incrementare il proprio vantaggio nei confronti degli altri candidati. L’idea di una gara il cui esito è già scontato ha già preso piede all’interno della nomenclatura del partito e ovviamente i vari deputati stanno decidendo di posizionarsi con il sicuro vincitore, per poi poter passare all’incasso – in termini di ruoli e posizioni – nel caso in cui alle prossime elezioni anticipate il Partito Conservatore vinca contro i liberali di Justin Trudeau.

Ed è stato proprio il tema del possibile voto prima della scadenza naturale di questa legislatura ad aver caratterizzato il dibattito tra i candidati nelle ultime ore. MacKay, seguito poi a ruota da O’Toole e Gladu, ha ribadito che, in caso di vittoria alla convention di Toronto del 27 giugno, cercherà immediatamente di sfiduciare il governo.

In una e-mail spedita agli iscritti al partito, l’ex ministro del governo Harper ha tracciato una tabella di marcia per arrivare alle urne il prima possibile.

“Quando sarò leader – è questa la presa di posizione di MacKay – presenterò una mozione di sfiducia alla House of Commons. Dobbiamo assolutamente sconfiggere il governo di minoranza liberale il prima possibile. Abbiamo bisogno di arrivare alle elezioni in ottobre”.

Ma la situazione è un tantino più complessa. Per sfiduciare il governo Trudeau, i conservatori hanno bisogno del sostegno degli altri partiti d’opposizione.

Al primo ministro, con i suoi 157 deputati, è sufficiente il voto favorevole dell’Ndp (24 mp) o del Bloc Quebecois (32 deputati) per respingere la mozione di sfiducia.

Insomma, i tempi di una eventuale crisi di governo non saranno decisi dai conservatori, ma dagli ndippini e dai blocchisti. Che, a quanto pare, non hanno troppa voglia di tornare alle urne a un anno dal voto del 2019.