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Ontario del Sudovest: 10 distretti dove sarà ancora una corsa a tre

Ontario del Sudovest: 10 distretti dove sarà ancora una corsa a tre

Prosegue la copertura del Corriere Canadese di questa campagna elettorale del 2019, analizzanedo i candidati a confronto nei principali distretti elettorali, con una particolare attenzione per le circoscrizioni che hanno un’alta densità di elettori italocanadesi e per i collegi dove i candidati sono di origine italiana. Partiamo oggi con l’analisi dei 10 distretti che compongono l’Ontario del Sudovest.

TORONTO – Sarà corsa a tre nei dieci distretti che compongono l’area del Southwest Ontario. Nel 2015 i conservatori e i neodemocratici conquistarono quattro seggi, mentre i liberali – che vinsero le elezioni federali – si dovettero accontentare di due. Tre deputati uscenti – Irene Mathyssen, Bev Shipley e Dave Van Kesteren – hanno deciso di non ripresentarsi in questa tornata elettorale, aggiungendo quindi altre incognite in vista di un voto che, almeno in questo territorio, si prospetta estremamente equilibrato e potenzialmente ricco di sorprese. Anche in questa area del Paese la presenza dell’elettorato italocanadese è molto significativa, specialmente nei due distretti di Windsor e in quello di Essex, dove la nostra comunità – secondo i dati dell’ultimo censimento di Statistics Canada – costituisce il primo gruppo etnico.

Chatham-Kent-Leamington (residenti di origine italiana 3.925 – 3,7%) In questo distretto può davvero accadere di tutto. Il deputato uscente, il conservatore Dave Van Kesteren, in parlamento dal 2006, ha gettato la spugna e non si ripresenta. I tory puntano così su David A. Epp, che dovrà vedersela contro la liberale Katie Omstead. Quest’ultima quattro anni fa fu sconfitta per poco più di 2mila voti. Come nel 2015 è in corsa anche il neodemocratico Tony Walsh, che dovrà però incrementare di molto le 9.500 preferenze prese alle ultime elezioni se vuole impensierire gli altri due candidati. Chiudono la griglia delle candidature John P. Balagtas del People’s Party e il verde Mark Vercouteren.

Elgin-Middlesex-London (residenti di origine italiana 3.530 – 3,1%) La circoscrizione è in mano dei conservatori da 15 anni e cinque legislature. La deputata uscente, l’italocanadese Karen Vecchio, parte leggermente favorita rispetto ai rivali. I liberali puntano su Pam Armstrong, che dovrà colmare il gap di 11mila voti del candidato del 2015 Lori Baldwin-Sands, mentre l’Ndp non ha ancora ufficializzato il nome da mettere in lista. Gara in salita per Ericha Hendel del Green Party e Donald Helkaa del partito di Maxime Bernier.

Essex (residenti di origine italiana 13.540 – 11,0%) Molto numeroso l’elettorato di origine italiana in questa circoscrizione, che nelle ultime sei legislature ha visto la vittoria dei liberali, dei conservatori e infine degli ndippini. Ed è proprio la neodemocratica Tracey Ramsey, deputata uscente, la candidata da battere. Ramsey nel 2015 fu capace di strappare il seggio a Jeff Watson, deputato da quattro legislature. I conservatori per la rivincita si affidano a Christopher Lewis, mentre i liberali ripropongono la candidatura di Audrey Festeryga, che quattro anni fa catturò il 21 per cento dei voti. In corsa anche l’ambientalista Jennifer Alderson e Bill Capes del People’s Party.

Lambton-Kent-Middlesex (residenti di origine italiana 2.645 – 2,6%) Da quando venne creato 22 anni fa, questo distretto ha visto l’alternanza di due soli parlamentari: la liberale Rose-Marie Ur e il conservatore Bev Shipley, in carica dal 2006 ad oggi. La decisione di Shipley di non ripresentarsi porta grande incertezza ai blocchi di partenza. Andrew Scheer punta le sue carte su Lianne Rood, funzionaria con alle spalle incarichi rilevanti nel ministero dell’Agricoltura nei governi Harper, mentre i liberali si affidano a Jesse McCormick, un ambientalista che in passato ha lavorato alle Nazioni Unite. Poche chance in questo distretto per Dylan McLay dell’Ndp, per il verde Anthony Li e per Bria Atkins del People’s Party.

London-Fanshawe (residenti di origine italiana 5.380 – 4,6%) Il distretto è un feudo dell’Ndp, che alle ultime elezioni ha conquistato più del 50 per cento dei voti. Ma il partito in questa tornata elettorale perde la deputata uscente Irene Mathyssen, in carica dal 2006, che ha deciso di non ricandidarsi. Il Partito Liberale, che nel 2015 prese il 31 per cento, si gioca le sue chance di vittoria con Mohamed Hammoud, mentre i conservatori – fermi al 27 per cento quattro anni fa – cercano la rivincita con Suzanna Dieleman. Hanno davanti a loro un’impresa titanica il verde Tom Cull e Bela Kosoian del partito di Bernier.

London North Centre (residenti di origine italiana 6.025 – 4,9%) Questo distretto è sempre stato in mano ai liberali sin dalla sua creazione nel 1997 – l’italocanadese Joe Fontana ne è stato il rappresentante per quattro legislature – ad eccezione della parentesi 2011-2015, quando i conservatori riuscirono a fare eleggere Susan Truppe. Il candidato da battere è il deputato uscente, il liberale Peter Fragiskatos, che dovrà vedersela con la tory Sarah Bokhari e Dirka U. Prout dell’Ndp. Il People’s Party schiera un candidato di peso, il professore dell’Università di Waterloo Salim Mansur, mentre sono in corsa anche la verde Carol Dyck e l’italocanadese Clara Sorrenti per il Communist Party.

London West (residenti di origine italiana 6.700 – 5,4%) Circoscrizione ballerina, dal 1968 ha visto la costante alternanza tra conservatori e liberali, confermata nel 2015 dalla vittoria della grit Kate Young contro il deputato uscente Ed Holder. Young il 21 ottobre dovrà vedersela con la tory Liz Snelgrove e l’ndippina Shawna Lewkowitz. Partono più indietro la verde Mary Ann Hodge e Michael T. J. McMullen del People’s Party.

Sarnia-Lambton (residenti di origine italiana 4.595 – 4,4%) Nelle ultime quattro elezioni federali è sempre stato un testa a testa tra conservatori e Ndp, con i primi che l’hanno sempre spuntata per una manciata di voti. La tory Marilyn Gladu, deputata uscente, è la favorita della vigilia e dovrà fare i conti con il neodemocratico Adam Kilner. In corsa anche il liberale Carmen Lemieux, il verde Peter R. Smith e Brian Everaert del partito di Bernier.

Windsor-Tecumseh (residenti di origine italiana 10.485 – 9,0%) Distretto ad altissima densità italiana, in mano all’Ndp dal 2000. I favori del pronostico sono tutti per la deputata uscente Cheryl Hardcastle, con i tory che ripongono le loro speranze su Leo Demarce e i liberali che sperano di ribaltare i rapporti di forza candidando Irek Kusmierczyk. A chiudere la griglia delle candidature l’italocanadese Giovanni Abati del Green Party e Dan Burr del People’s Party.

Windsor West (residenti di origine italiana 11.610 – 9,6%) Anche in questa circoscrizione il voto degli italocanadesi sarà decisivo, visto che rappresentano quasi il 10 per cento dell’intera popolazione. A Windsor West assisteremo a una sfida tra titani. Da un lato il deputato uscente Brian S. Masse, neodemocratico, in carica dal 2002 e vincitore delle ultime sei tornate elettorali. Dall’altro i liberali puntano sull’italocanadese Sandra Pupatello, ex ministro provinciale dell’Ontario con una lunghissima esperienza a Queen’s Park. Il gap da colmare è gigantesco: nel 2015 i liberali presero appena 11mila voti, contro gli oltre 24mila di Masse. Difficile ipotizzare un inserimento degli altri candidati: Henry Lau del Partito Conservatore, il verde Quinn Hunt e Darryl Burrel del Peolple’s Party.

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