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Ndp, liberali e tory: elezioni suppletive in chiaroscuro

Ndp, liberali e tory: elezioni suppletive in chiaroscuro

TORONTO – Un motivo per sorridere e uno per preoccuparsi.

Sono segnali contraddittori, in chiaroscuro, quelli che arrivano dalle elezioni suppletive di lunedì per Ndp, liberali e conservatori.

I neodemocratici possono tirare un grosso sospiro di sollievo per la vittoria netta e incontrovertibile di Jagmeet Singh nel distretto di Burnaby South, in British Columbia.

Il leader ndippino, dopo un lungo periodo, entra finalmente nel parlamento federale, garantendosi un minimo di visibilità politica e mettendosi alle spalle mesi di scarsa copertura mediatica che aveva messo in discussione i rapporti di forza all’interno del proprio partito.

E i sondaggi non troppo lusinghieri delle ultime settimane avevano di fatto Il leader dell’Ndp Jagmeet Singh, vincitore nelle suppletive a Burnaby South avviato un dibattito sul futuro politico di Singh in caso di sconfitta alle byelection: senza l’ingresso alla House of Commons sarebbe stato un leader dimezzato, in un periodo nel quale l’Ndp non riesce a decollare nei sondaggi.

Alla prova delle urne, invece, Singh ha raggiunto un incoraggiante 39 per cento, distanziando nettamente il liberale Richard T. Lee – fermo al 26 per cento – e il conservatore Jay Shin, che non va oltre il 22,5 per cento.

Allo stesso tempo, però, l’Ndp ha subito un duro colpo nelle elezioni suppletive di Outremont, in Quebec. Il seggio, detenuto dal lontano 2007 dall’ex leader Tomas Mulcair, è stato conquistato dai liberali.

Nel braccio di ferro nella circoscrizione quebecchese è stata infatti la candidata della maggioranza Rachel Bendayan, che ha raccolto il 40,4 per cento delle preferenze, mentre la neodemocratica Julia Sánchez si è dovuta accontentare del 26,1 per cento.

I liberali quindi possono legittimamente esultare per la vittoria a Outremont, anche perché il Quebec è considerata una delle province chiave per gli esiti finali delle elezioni di ottobre.

Ma allo stesso tempo per i grit c’è la percezione che la sconfitta a Burnaby sia stata un’occasione mancata e che un eventuale stop di Singh avrebbe prevenuto una potenziale emorragia di voti a sinistra nel voto autunnale.

Anche i conservatori di Andrew Scheer devono fare i conti con elementi contraddittori in queste byelection di febbraio. Un segnale chiaramente positivo arriva dal voto suppletivo nel distretto di York–Simcoe, in Ontario, dove il loro candidato Scot Davidson ha sbaragliato la concorrenza con un corposo 53,9 per cento.

Lontanissimo il candidato liberale Shaun Tanaka, fermo al 29 per cento, mentre Jessa McLean non è andata oltre il 7,5 per cento. Allo stesso tempo però i tory devono fare i conti con alcuni segnali che gettano un’ombra sui possibili risvolti politici.

Innanzitutto i risultati del neonato People’s Party: il partito di Maxime Bernier, se da un lato non è andato oltre il 2 per cento a Outremont e York-Simcoe, nel distretto di Burnaby South ha totalizzato quasi l’11 per cento delle preferenze. Tutti voti rosicchiati al Partito Conservatore.

In vista delle elezioni federali di ottobre, cresce quindi la preoccupazione che la nuova formazione politica di destra possa danneggiare, nelle singole circoscrizioni, il partito di Scheer, andando a togliergli voti decisivi soprattutto nei collegi dove gli esiti saranno decisi da una manciata di consensi.

Un ulteriore segnale negativo arriva anche dalla prestazione dei conservatori in Quebec. A Outremont il candidato tory Jasmine Louras ha raccolto appena il 7 per cento dei voti, superato nell’ordine dai liberali, dall’Ndp, dai Verdi e dal Bloc Quebecois.

Da sottolineare, infine, un ulteriore dato che dovrebbe fare riflettere. Nelle tre byelection di lunedì l’a§uenza è stata bassissima. A Burnaby South hanno votato poco più di 22mila aventi diritto (29,9 per cento), a Outremont circa 15mila (21,3 per cento), a York- Simcoe 16.500 (appena il 19,9 per cento).

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