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Mondiali 2026: il Marocco attacca gli Usa, Vancouver rinuncia

Mondiali 2026: il Marocco attacca gli Usa, Vancouver rinuncia

TORONTO – Tra i due litiganti il terzo potrebbe godere. Mentre il Marocco alza il tiro contro la tri-candidatura Stati Uniti-Canada-Messico, appare chiaro che il primo Mondiale a 48 squadre non potrà essere come gli altri. La decisione di assegnare il torneo del 2026 sembrava dovesse essere presa il 13 giugno prossimo, quando i delegati Fifa saranno chiamati a scegliere tra la prima candidatura multipla e il Marocco. Sembrava corsa a due, invece ora si profila all’orizzonte la possibilità del rientro in gioco di altri Paesi europei o asiatici. L’ufficialità del Paese ospitante, infatti, dovrebbe essere presa in occasione del congresso del 13 giugno, anche se c’è la possibilità che niente venga deciso se entrambe le candidature sul tavolo vengano ritenute insufficienti.
Il processo di selezione prevede due possibili esiti: la scelta del Paese ospitante tra Marocco e il terzetto Usa-Canada-Messico o, in alternativa, l’apertura di una nuova fase di candidature, con conseguente rinvio della decisione finale a maggio 2020.
Due le candidature ufficiali (ad agosto 2017) e rese note dal sito web della FIFA: oltre al Marocco (Nord Africa, appunto), la proposta a tre di Stati Uniti, Canada e Messico.  La coppia di candidature è in fase di esaminazione da parte del Bid Evaluation Task della Federazione, che ha specificato nel comunicato come non è scontato che la Nazione (o il gruppo di Nazioni) ospitante il Mondiale 2026 esca dall’attuale ventaglio di possibilità. Due, quindi, le strade possibili al 13 giugno: l’assegnazione della rassegna estiva a Marocco o Nord America, oppure l’apertura di una nuova fase di candidature, con il rinvio della decisione finale che, di conseguenza, slitterebbe a maggio 2020, stravolgendo così le carte in tavola.
Il Marocco farebbe le cose in grande
Il Marocco ha fatto sapere di voler fare le cose in grande, annunciando pochi giorni fa una spesa vicina ai 16 miliardi di dollari per potenziarsi e arrivare a un livello elevato di strutture, permettendo così una realizzazione impeccabile di un progetto ambizioso. In cantiere, infatti, l’utilizzo di 12 stadi, di cui 5 già esistenti ma da modernizzare, cui andrebbero aggiunti 3 in fase di progettazione sulla scia del Grand Stade di Casablanca, che ha una capienza di 93 mila posti e verosimilmente lo stadio della ipotetica finale. La federazione del Paese africano, intanto, ha sottolineato che da loro non circolano tante armi come negli Stati Uniti, che ci sono appena tre omicidi ogni  centomila abitanti, che la sicurezza negli stadi è garantita.
Progetto Usa-Canada-Messico
Il progetto del terzetto Usa-Canada-Messico prevede la possibilità di usufruire di 23 città, di cui 3 in Canada (Toronto, Montreal, Edmonton) e 3 in Messico. Almeno 16 impianti (cifra che sicuramente può avere un peso) sarebbero poi già pronti all’uso, con una capienza di almeno 68mila spettatori l’uno (Toronto ne dovrebbe costruire uno ex novo). Insomma, due progetti importanti e la voglia di aggiudicarsi i prossimi Mondiali estivi, visto che l’edizione 2022 in Qatar sarà la prima storica in inverno.
 Vancouver ha rinunciato
La città di Vancouver ha rinunciato all’invito “mondiale”. 
Originariamente Vancouver era inclusa nel quartetto di città proposte dal Canada quali sedi di partite mondiali: Toronto, Montreal, Edmonton e Vancouver appunto. Il motivo del rifiuto? La città e la provincia della British Columbia non disposte a far fronte agli obblighi finanziari imposti dalla Fifa.
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