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Mackay fa incetta di endorsement, attesa per Baird

Mackay fa incetta di endorsement, attesa per Baird

Mackay fa incetta di endorsement, attesa per Baird

TORONTO – A poco più di tre settimane dalla deadline per la presentazione delle candidature, la corsa alla leadership conservatrice sembra avere un copione già scritto. Peter MacKay, front runner e candidato da battere, continua a fare incetta di endorsement pesanti all’interno del gruppo parlamentare, con i deputati conservatori che hanno già capito benissimo che aria tira nel partito, nella classe dirigente e nella base, e che quindi si posizionano per il condizionamento dei futuri equilibri nei confronti del leader in pectore.

Al momento sono addirittura ventuno gli mp che hanno ufficializzato il loro sostegno all’ex ministro della Difesa. Ziad Aboultaif, Scott Aitchison, Dean Allison, l’italocanadese Tony Baldinelli, Luc Berthold, James Bezan, Blaine Calkins, Colin Carrie, Scot Davidson, l’ex ministro Ed Fast, Kerry Lynne Findlay, Bernard Généreux, Mike Lake, Ben Lobb, Dave MacKenzie, Phil McColeman, Pierre Paul-Hus, Bob Saroya, Doug Shipley, Len Webber e Bob Zimmer hanno confermato il loro appoggio a MacKay, insieme a due senatori – Denise Batters e David Wells – e una lunga lista di deputati e ministri provinciali: tra questi anche il ministro dei Trasporti dell’Ontario Caroline Mulroney, che alle prossime elezioni potrebbe fare il salto dalla politica provinciale a quella federale.

Per capire lo squilibrio dei rapporti di forza basta pensare che Erin O’Toole, ad oggi considerato come l’unico candidato alla leadership che almeno sulla carta potrebbe impensierire la marcia trionfale di MacKay da qui alla convention di Toronto del 27 giugno, per ora si è assicurato appena due endorsement all’interno del gruppo parlamentare conservatore: si sono espressi a suo favore solamente Greg McLean e Alex Ruff.

Gli altri candidati alla successione di Andrew Scheer per ora non stanno convincendo appieno. Marilyn Gladu, deputata e ministra ombra della Sanità, non è stata in grado di conquistarsi nemmeno un endorsement di peso. Esattamente come Derek Sloan, neo deputato di Hastings – Lennox and Addington candidatosi un po’ a sorpresa dopo aver trascorso appena un paio di mesi a Parliament Hill. Stesso dicasi per gli altri candidati, molti considerati “di disturbo . e destinati a ritirarsi da qui al 27 febbraio.

Nel frattempo si sta facendo strada all’interno del partito l’idea del bisogno di contrapporre a MacKay una candidatura credibile, partendo dall’assunto che una corsa alla leadership già decisa in partenza sarebbe dannosa per i conservatori e anche per il futuro leader.

A questo proposito continua a circolare il nome dell’ex ministro degli Esteri John Baird, che a dicembre era diventato l’organizzatore della campagna di Pierre Poilievre prima che lo stesso deputato federale decidesse di rinunciare alla candidatura. L’identikit di Baird è perfetto: grande esperienza politica alle spalle, importanti incarichi di governo ricoperti nei nove anni dell’esecutivo Harper e una stima incondizionata da parte proprio dell’ex primo ministro. Capace – dicono i bene informati – di avere ancora molta influenza all’interno del partito, nonostante sia fuori dal parlamento dall’agosto del 2016.